"Ragazzi sempre più giovani, droghe sempre più pericolose, quella degli adolescenti è l'età in cui si cerca l'indipendenza, ma la si va a trovare nel rifugio illusorio degli stupefacenti, per questo aumentano i casi di doppia diagnosi: disagio psichico e abuso di sostanze". Lo sforzo dei medici, troppo spesso vano, è "quello di lavorare con i genitori", perché "non si possono abbandonare i figli alle loro fragilità". 
Federico Berni, Corriere della Sera ...
Le nuove tecnologie offrono opportunità uniche di accrescere le nostre conoscenze, ma influenzano - purtroppo non sempre in modo positivo - l'educazione e il percorso scolastico. Il potere dei nuovi media di catturare la nostra attenzione e distrarci è uno dei lati oscuri dei nuovi media. "La nostra capacità di concentrarci - spiega Eyal Ophir autore di una ricerca sul multitasking per l'università di Stanford - viene minata dai sovraccarichi informativi.
Luca Bolognini, Il Giorno/Il Resto del Carlino/La Nazione ...
Hanno il corpo acerbo di adolescenti che si ispirano ai modelli macho dei video hot e il cuore indurito per la vendita di quel corpo anche solo per una bottiglia di birra, uno spinello, 10 euro. I ragazzini che a Roma si vendono - o si "affittano" per una notte o l'intero weekend - sono in continuo aumento. Per strada, ma anche attraverso il web. Un fenomeno sociale allarmante, ad appena un anno di distanza dall`orrore delle baby squillo dell'esclusivo quartiere Parioli che tanto ha scosso l'opinione pubblica.
Grazia Longo, La Stampa ...
Adolescenti più responsabili, almeno nel gioco d'azzardo. Ma, pur essendo in calo il numero complessivo dei giovani tra i 15 e i 19 anni che si avvicinano a scommesse o gratta e vinci - 900mila nel 2014 rispetto al milione e 100mila del passato - a preoccupare è comunque la percentuale in crescita di quelli che "giocano in solitudine, soprattutto online, utilizzando identità false e moneta virtuale".
Alessia Guerrieri, Avvenire ...

Diamo maestri ai ragazzi schiavi dei video hard

Dopo il caso del video hard della sedicenne torinese condiviso sui social network da oltre tremila persone, chi si occupa di didattica dovrà fare una riflessione. Non si potrà veramente parlare di "buona scuola" in Italia fino a quando, per legge, non si formeranno insegnanti specifici di "Educazione alle relazioni digitali". Qualcuno abbia dunque il coraggio di prendere la decisione, solo all'apparenza del tutto irrituale, d'introdurre il "social networking" come materia obbligatoria sin dalle classi elementari. 
Gianluca Nicoletti, La Stampa ...

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