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Lipperatura
12 02 2014

Insomma, mettete il benedetto gettone nel benedetto juke box (come diceva, eoni fa, Umberto Eco, che ammoniva a non parlare degli strumenti che non si conoscono senza aver almeno tentato di capirci qualcosa). Oggi, inevitabilmente, articoli e commenti sulla sventuratissima adolescente di Cittadella che si è uccisa domenica sera. Colpa di Ask.fm, scrivono un po’ tutti. Considerare le colpe a posteriori, in drammi del genere, è un esercizio inevitabile e al tempo stesso impossibile: durante l’adolescenza si è fragili come cristalli, e questo dovrebbe saperlo anche chi non è a contatto con i giovani, in quanto è stato giovane a sua volta. Le ragazzine si sono spente le sigarette sulle braccia e hanno usato le lamette per tagliarsi (non sempre e non tutte) quando Internet e i cellulari non erano neppure stati immaginati dalla fantascienza: ne parla, per esempio, Simone de Beauvoir ne Il secondo sesso, e siamo negli anni Quaranta. Le ragazzine e i ragazzini hanno sempre, tragicamente, flirtato con il suicidio, nella maggior parte dei casi nella propria mente, in alcuni, purtroppo, nella realtà. Credo che quasi ognuno di noi possa citare un caso che appartiene al proprio passato o al passato di un nostro conoscente. Le ragazzine e i ragazzini si sono sempre picchiati fuori dalla scuola: nella maggior parte dei casi hanno fatto pace oppure sono passati avanti. Non sono diventati delle star televisive e della rete grazie a un video, e colei che picchiava non è diventata un mostro da uccidere nè colei che è stata picchiata è diventata una santa.
Attenzione, non sto sminuendo la gravità di quanto è avvenuto. Sto cercando di considerare le colpe, e di sottolineare che attribuirle solo ad Ask.fm è la strada sbagliata. Ho giovani amiche blogger che sono o sono state su Ask.fm per esperimento: è vero, è un gioco al massacro. Come lo sono, spessissimo, Facebook e Twitter. Detto questo, non credo affatto che un social sia determinante quando c’è una fragilità. Ancora una volta, come detto ieri, c’è un mondo adulto che deve essere chiamato in causa: perché non è in grado di fornire modelli salvifici o almeno decenti.
Cosa bisogna pensare, quando si leggono sugli stessi social i bullismi dei grandi, spesso addirittura insegnanti, che usano parole ben peggiori di un quindicenne? Bisogna pensare che sanno benissimo come funziona Internet, ma decidono di farne uso “con la pancia”, e non in tutte le pance c’è amore e bellezza e rispetto per il mondo circostante, ma molto più spesso quel risentimento, quella frustrazione, quel desiderio di annientamento che sono altrettanto velenosi delle parole che leggiamo su Ask.fm. Il quale, beninteso, va frequentato, almeno come lettori, compreso e smontato (non chiuso). Questo è il lavoro che andrebbe fatto nelle scuole, con i media nuovi e, se permettete, anche con quelli vecchi.

Perché vorrei concludere con un video: lo ha trasmesso ieri Striscia la notizia e lo trovate qui intorno al minuto cinque. Si vede una ragazza sovrappeso che balla. Balla bene e sembra decisamente felice di farlo. E’ inserito nella rubrica “I nuovi mostri”: nella miseranda classifica, risulta secondo. Questo il commento di Ezio Greggio fuori onda:

“Questa volta in rete è incappato un pesce grosso! grossissimo!…Questo balletto ha fatto molto rumore. Non ci credete? Chiedete a chi abita sotto. Ah ah ah”.

E poi parlate di Ask.fm?

Corriere della Sera
10 02 2014

Preso di mira un 15enne, che si è ritirato dall'istituto

BOLOGNA - Chiamavano «sorcio» un compagno di scuola, per i denti un po' sporgenti. Ora quattro ragazzini sono sotto inchiesta per diffamazione. A essere preso di mira - anche su Facebook - dai compagni di scuola, in un istituto superiore del Riminese, un 15enne originario della Sicilia, che quando non ce l'ha più fatta si è confidato con i genitori. Dopo la denuncia, gli investigatori sono risaliti ad alcuni autori delle offese. La vittima, riferisce il Resto del Carlino, si è ritirata dalla scuola e ha lasciato Rimini. (fonte: Ansa).

E' arrivato "Bye Bye bulli", il libro contro l'omofobia!

  • Martedì, 17 Dicembre 2013 09:12 ,
  • Pubblicato in Flash news

Vite da streghe
17 12 2013

Volete fare un regalo utile, bello ed economico per Natale? Eccovi un'idea!
Ho conosciuto l'associazione Frame collaborando con loro alla campagna a favore del matrimonio fra coppie dello stesso sesso "Dimmi di sì" e da allora...E' stato amore :). Quando perciò mi hanno chiesto di scrivere un racconto contro l'omofobia che facesse parte di una raccolta che finanzierà il loro programma educativo Bye Bye Bulli ho detto subito di sì!

Bye Bye Bulli è un progetto educativo che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche dell'identità e orientamento sessuale, con l'obiettivo di combattere pregiudizio, discriminazione, bullismo e omofobia, in particolare nelle scuole. Da oggi è però anche un’intensa raccolta di racconti, dove troverete storie forti di bullismo, omofobia, discriminazione, e talvolta impotenza davanti alle difficoltà…Ma troverete anche storie allegre o che lanciano un deciso messaggio di speranza: la diversità è una ricchezza, un valore, e ciò che bisogna contrastare sono invece bullismo, ignoranza, omofobia.

I 9 racconti, oltre al mio (che troverete come ultimo), sono di Alba Caliò, Fabio Casadei Turroni, Marta Casarini, Carmela Castellano, Mariano Fusaro, Michele Giarratano, Maria Assunta La Paglia e Gabriele Strazio. La copertina e le immagini sono di Salvatore Calò. In totale sono 10 giovani talenti ad aver contribuito a questa raccolta.

E' possibile acquistare il libro Bye Bye Bulli sia in versione cartacea che ebook sulla piattaforma Lulu, il cui ricavato andrà interamente al Progetto dei Laboratori nelle Scuole. Nei prossimi giorni, inoltre, la versione cartacea del libro verrà distribuita in alcune Librerie, tramite i canali dell’associazione, ed infine anche attraverso la piattaforma web Produzioni dal basso, con cui già da alcuni giorni è possibile finanziare anche la stampa di 800 copie del libro da distribuire gratuitamente nelle scuole italiane.

Con questa iniziativa editoriale Frame lancia le Edizioni Frame e si arricchisce anche di un nuovo partner media, Phabule (www.phabule.it), con cui nei prossimi mesi lancerà un’altra importante iniziativa a sostegno di questo progetto di contrasto al bullismo omofobico.

 

La particolarità di Andrea è diventata per i coetanei motivo di derisione, pretesto per allusioni pesanti a una sessualità sregolata. Il bullismo è servito anche per esorcizzare l'inquietudine che ancora oggi suscita chi non si adegua alle aspettative altrui. E i media, bisognosi di definire se fosse gay o meno, non si sono dimostrati all'altezza. ...
"Andrea, oltre il pantalone rosa" (Grauseditore, 88 pagine, 14 euro) "vuole essere un antidoto contro il bullismo e il pregiudizio strisciante di cui mio figlio è stato vittima - spiega la donna - ma anche uno strumento attraverso il quale invitare i genitori a instaurare un dialogo profondo e sincero con i propri figli. Occorre incentivare anche i colloqui scolastici, perché se qualcuno mi avesse avvisata, oggi Andrea sarebbe ancora qui con me". ...

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