×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 415

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 407

l'Espresso
25 07 2014

La capodelegazione democratica all'Europarlamento sarà la lombarda, nota per le sue posizioni contro le nozze gay. E, vista la scelta, il partito dovrebbe spiegare perché non riapre le porte a Paola Binetti. Grillini: "Sarebbe troppo integralista anche per la Merkel"

Rottamiamo un po' di diritti civili. E #cambiamoverso, eurodeputati del Pd, chiedendo scusa a Paola Binetti, che da domani dovrà riavere aperte le porte del partito democratico! L'elezione di Patrizia Toia - teodem, 64 anni, tre legislature a Strasburgo, autrice di lettere manifesto contro le unioni gay, di botta e risposta con le associazioni che invocano l'adeguamento della legislazione italiana a quella Europa - proprio alla guida della delegazione italiana del Pd in Europa si spiega solo in un modo: l'Italia si dev'essere resa conto di essere rimasta l'unico paese dell'Unione - quella europea - a non avere ancora una legge sulle Unioni - quelle civili - né sull'omofobia e, per non essere quindi tacciata di ipocrisia, per rendere evidente la sua essenza ai partner, ha scelto di farsi rappresentare da chi quelle leggi non vuole votare né adottare.

Ma allora, ci si domanda, perché non chiedere all'originale, Paola Binetti, di tornare sui suoi passi e rientrare a pieno titolo nel Pd? Perché affidarsi a una copia?

Domanda che resterà, temiamo, senza risposta. Perché - dopo avere di fatto silurato la candidatura di Simona Bonafé, la più votata d'Italia, per ragioni di “screzi” con il giglio magico renziano - peggio della scelta del nome, c'è stata la litania di spiegazioni, argomentazioni, arringhe, post, tweet, forniti dai civatiani per spiegare il gesto di improvvisa unità con Matteo, nel nome dell'omofobia. A partire da Daniele Viotti, gay dichiarato, che s'è spinto in sittanta elucubrazione: «Abbiamo dato il nostro voto a una persona con cui non siamo d'accordo su praticamente nulla», scrive su Facebook. Frase che, nel Pd italiano, ripetono in molti renziani di ritorno, da qualche tempo. Aggiunge: «Patrizia Toia avrà un ruolo diverso, di coordinamento nell'organizzazione interna della nostra delegazione». Davvero? Strano, visto che quel ruolo, occupato da Nicola Zingaretti e da David Sassoli, è sempre stato invece un ruolo al alto tasso politico, come ogni ruolo di rappresentanza. A maggior ragione nel momento in cui i diritti civili sono il tema caldo dell'agenda politica d'autunno.

Eppure, a pensarci bene, hanno ragione loro. In effetti, se il sottosegretario renziano Ivan Scalfarotto, gay dichiarato pure lui, è riuscito nell'intento di stendere una legge contro l'omofobia che, emendata come è stata emendata, cambiata come è stata cambiata, manomessa come è stata manomessa, in pratica è diventata una legge che acconsente (quindi istiga) alla violenza contro gli omosessuali, c'è da chiedersi che male possa fare - in effetti - Patrizia Toia, se non rappresentare la quota rosa di omofobia necessaria per non dire, poi, che come succedeva prima, tutti i ruoli più importanti spettavano agli uomini.

A pensarci bene, l'omofobia alla guida di una delegazione ha poi un'altra valenza: affermare con i fatti che non c'è all'orizzonte alcuna svolta autoritaria. Quando si tratta di diritti, nel Pd, il pensiero non è affatto unico. C'è sempre un omofobo pronto al salto.
"Non è una buona notizia per il movimento lgbt e per i diritti civili. La nostra infatti si è sempre opposta sia in Italia che in Europa a qualsiasi provvedimento a favore delle persone lgbt inseguendo il familismo ultratradizionalista di origine Teodem", spiega Franco Grillini, leader storico di Movimento Gay Italiani ed ex deputato Ds, che rifiutò di iscriversi al Pd per la presenza nel partito proprio di Paola Binetti, "Il gruppo Pd al Parlamento Europeo è il più numeroso dopo quello di Angela Merkel ma appartiene in teoria al Pse che dovrebbe essere laico e socialista. E’ davvero bizzarro che un personaggio cattolico integralista che sarebbe persino troppo a destra anche per buona parte del Ppe sia designato a capo del principale partito del socialismo europeo. Evidentemente la coerenza non sta più di casa nemmeno".

Se n'è accorta addirittura l'Arcigay, che sembrava essersi anestetizzata dopo che Francesca Pascale ha chiesto e ottenuto la tessera e, in cambio, ha spostato la rotta del centrodestra berlusconiano verso il porto dei diritti civili. Dice Flavio Romani, presidente nazionale: «Senza nulla togliere all'esperienza e alle competenze dell'onorevole Toia, balza all'occhio la nomina in un ruolo rappresentativo di un'esponente che dalla sua delegazione, durante la votazione della Relazione Estrela sul diritto delle donne all'interruzione di gravidanza, si smarcò clamorosamente, autodefinendosi minoranza», racconta il portale Gay.it. «La domanda - chiede Romani -, allora, è duplice: quanto l'onorevole Toia è davvero rappresentativa del gruppo dei democratici che oggi siede in Parlamento? E di conseguenza: le posizioni che Toia esprime sono da considerarsi da oggi "maggioritarie" all'interno della delegazione dei democratici, al punto da poter condizionare la sintesi politica su temi quali l'interruzione di gravidanza o le unioni tra persone dello stesso sesso?».

Dissento, presidente Romani, la domanda è triplice: perché non ridiamo la tessera honoris causa alla compagna Paola Binetti, così ingiustamente cacciata dal partito?

Tommaso Cerno

SOS Europa: persone prima delle frontiere

  • Giovedì, 24 Luglio 2014 11:29 ,
  • Pubblicato in Flash news

Amnesty Italia
24 07 2014

SOS Europa: credo che questo sia il titolo giusto per una campagna – quella di Amnesty – che vuole difendere i diritti di migranti, rifugiati e richiedenti asilo.

Oggi, questi diritti sono solo su carta, perché vengono violati tutte le volte che un’imbarcazione naufraga al largo di Malta o Lampedusa, o che i migranti sono respinti al confine della Turchia con la Grecia o la Bulgaria.

Le persone avrebbero il diritto a entrare legalmente in Europa perché in fuga da situazioni terribili nel loro paese d’origine: guerre, persecuzioni su base politica o religiosa, impossibilità di vivere una vita normale. A fronte di questo, sono profondamente indignato nel constatare come l’Europa sia sorda a tali richieste, e non dia nessuna alternativa concreta ai“viaggi della speranza”, che spesso si trasformano in tragedie.

Bisogna spostare l’attenzione dal controllo delle frontiere alla tutela dei diritti di quelli che si trovano al di là delle stesse, perché non è accettabile che persone muoiano nel tentativo di accedere a una vita dignitosa. Il diritto alla vita e a scegliere come condurla dev’essere davvero di tutti, e non solo di quelli che hanno avuto la fortuna di nascere in un certo angolo di mondo.
Per questo motivo Amnesty International vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei diritti negati e delle politiche sbagliate dell’Europa in tema d’immigrazione.

Questo è davvero un momento storico, che può rappresentare una svolta: se vogliamo cambiare il sistema attuale, lesivo dei diritti umani, dobbiamo agire perché siano aperti delle vie legali e sicure per entrare in Europa. Tutti noi possiamo essere artefici del cambiamento, attraverso il coinvolgimento e la mobilitazione, in famiglia, nelle scuole e in tutti i luoghi dove la società s’incontra e scambia opinioni.

Se diventiamo un movimento che con una sola voce chiede il rispetto dei diritti umani, potremo fare la differenza. Firmare e far conoscere la petizione di Amnesty “SOS Europa” è un ottimo modo per aiutare a far sì che questo obbiettivo sia raggiunto, e dal canto mio posso dire che m’impegnerò senz’altro in questa direzione.

Il mondo resta a guardare il Medio Oriente in fiamme

  • Giovedì, 24 Luglio 2014 08:44 ,
  • Pubblicato in Flash news
Il Fatto Quotidiano
24 07 2014

Dopo sedici giorni di operazioni di terra, quasi settecento morti e oltre 4 mila feriti, colpisce l'assenza di una forte reazione internazionale alla guerra in corso a Gaza. Da una parte piovono missili sulle città, dall'altra l'esercito bombarda obiettivi civili.

Eppure l'Onu, gli Stati Uniti d'America, l'Unione europea e la Russia sembrano incapaci di proporre soluzioni diplomatiche convincenti. ...

Quei corpi accusano l'Europa

  • Lunedì, 21 Luglio 2014 11:58 ,
  • Pubblicato in Flash news

La Stampa
21 07 2014

I cadaveri dei nostri concittadini, saccheggiati, sporcati, derubati dai mercenari raccolti in nome di una causa violenta oggi e perdente domani, intenti a occultare sacrileghi le prove del loro criminale intento, saranno nei libri di storia di domani accusa feroce a questa Europa, che fingendo di detestare la guerra e di parlare di pace per far business, stolidamente semina la zizzania della prossima guerra ai confini dell'Unione. Che arriverà e sarà crudele. ...

Qualche sera fa, sul palcoscenico del Teatro Argentina, l'abbiamo vista recitare Leopardi in nome dell'Europa. Accanto ad altri attori, [...]. E a rappresentanti della società civile ...

facebook