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Immigrati visti come un costo da un elettore dem su due

  • Lunedì, 14 Luglio 2014 07:54 ,
  • Pubblicato in Flash news

Corriere della Sera
14 07 2014

L'altro tema ineludibile a questo proposito è relativo al ruolo dell`Europa. La maggioranza assoluta (56%) pensa che l'Europa abbia scaricato sull'Italia il peso del problema. Ma una robusta minoranza (il 36%) pensa che le colpe siano soprattutto dell'Italia, che non riesce ad organizzarsi e che scarica sull'Unione questa incapacità. ...

Quattro ore di treno la separano da New York. Ma Utica non è Stati Uniti. È un altro mondo. È l'Italia di un secolo fa, è l'Europa orientale all'indomani del comunismo, è il ghetto americano raccontato dalla musica rap. È la "città senza opportunità", come la definiscono i residenti. ...

La sfiga di essere Matteo Salvini

  • Venerdì, 04 Luglio 2014 08:42 ,
  • Pubblicato in Flash news

Il Fatto Quotidiano
04 07 2014

Il segretario leghista Matteo Salvini boccia il discorso di Matteo Renzi all'Europa.

La ragione? Il premier si è dilungato a cianciare di "diritti delle donne in Pakistan, di cristiani perseguitati in Nigeria".

"Ci occupiamo di tutti gli sfigati della terra e abbandoniamo i marò detenuti da due anni in India", ha attaccato Salvini. ...

Keine Räumung der Gerhart-Hauptmann-Schule

  • Giovedì, 03 Luglio 2014 14:10 ,
  • Pubblicato in DINAMO PRESS

DinamoPress
03 07 2014

I tanti giovani italiani che raggiungono Berlino in cerca di fortuna – gli italiani presenti a Berlino in questo momento sono secondi, per numero, solo ai turchi – hanno un punto di riferimento che spicca su tutti: la fermata della metro Görlitzer Bahnof. Di lì si accede a Kreuzberg, lo storico quartiere di frontiera [...] (tra Est e Ovest), noto per l'insediamento massiccio di turchi, studenti e Autonomen. Un tempo, almeno, così era, poi ha colpito duro la gentrification, prezzi delle case alle stelle e strada spianata al business del divertimento (compresa la diffusione smisurata dello spaccio). Tutto vero, ma Kreuzberg tiene duro, nonostante tutto.

Dicevamo Görlitzer Bahnof. Scendendo dalla metro in questi giorni, al posto di Wiener Strasse si incontra Belfast: decine di mezzi della Polizei, uomini e donne in assetto antisommossa a ogni incrocio. Motivo? Lo sgombero della Gerhart-Hauptmann-Schule. Si tratta di una scuola, proprio nel mezzo di Kreuzberg (Ohlauer Strasse), occupata un anno e mezzo fa da 250 rifugiati, mossi dalla pretesa di avere uno spazio dove vivere e dall'esigenza di sfuggire i controlli (lo status di rifugiati gli impedisce di spostarsi da Berlino) e l'indigenza (un voucher per il cibo di 40 euro al mese) loro riservati. Ora i rifugiati sono circa una settantina, ma amministrazione – nel caso di Kreuzberg, il presidente di municipio è dei Grünen – e polizia vogliono cacciarli.

Se non che, Berlino ha deciso di non stare a guardare. Con tutte le contraddizioni, aspre e inevitabili date le condizioni di povertà e sovraffollamento, l'occupazione è diventata un simbolo per tante e tanti, non solo per i gruppi politici attivi sul terreno dell'accoglienza e dell'anti-razzismo. Colpisce il fatto che, in una città dove un'occupazione, sociale o abitativa, supera con difficoltà le tre ore di vita (inesorabile l'intervento repressivo), i rifugiati siano riusciti a resistere oltre un anno. E lo abbiano fatto interloquendo sì con i gruppi politici, ma sviluppando un percorso di auto-organizzazione per molti versi virtuoso.

Questi, tra gli altri, sono i motivi che da 8 giorni spingono centinaia di giovani e meno giovani a sostenere l'occupazione e a rallentare lo sgombero, bloccando gli incroci di Ohlauer Strasse e buona parte di Wiener Strasse. Una parte dei rifugiati, infatti, è stata già sgomberata, un'altra parte, invece, ha raggiunto il tetto e, minacciando il suicidio, almeno per il momento ha sospeso l'azione della polizia.

È in corso una sorta di battaglia di nervi, con la Polizei che alterna violenza (stamani gli spray urticanti) a rilassata convivenza con i blocchi messi in campo dai manifestanti. L'esito forse è inevitabile, e capiremo di più nelle prossime ore, ma sicuramente qualcosa di molto importante, e che lascerà il segno, sta scuotendo Berlino.

Maggiori info:
http://fels.nadir.org/de
http://www.avanti-projekt.de/

Marina Montanelli, Francesco Raparelli, Shendi Veli da Berlino

E poi ci sono centri creati dagli stessi trafficanti dove vengono portati soprattutto i rifugiati eritrei, che lì vengono torturati e ricattati finché non pagano per essere liberati. Parliamo di persone che arrivano in Italia in condizioni davvero gravi,...

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