Internazionale
09 09 2014

Sette uomini sono stati arrestati in Egitto con l’accusa di “dissolutezza” per aver partecipato alla realizzazione di un video che mostra un matrimonio gay.

Anche se la legge egiziana non vieta esplicitamente l’omosessualità, negli ultimi anni molte persone sono state condannate per “dissolutezza”, “per pratiche sessuali contrarie all’Islam” e per “disprezzo della religione”. Il video mostra una coppia gay su una barca sul Nilo mentre viene celebrato un matrimonio simbolico tra persone dello stesso sesso.

“Nove dei 16 partecipanti alla celebrazione sono stati identificati e sette sono stati arrestati”, scrive l’agenzia egiziana Mena.

Gli arrestati sono accusati di “incitamento all’indecenza” per la “pubblicazione di immagini indecenti”.

I giudici hanno anche richiesto delle indagine mediche sui sette arrestati.

Lo scorso aprile in Egitto un tribunale ha condannato quattro uomini a otto anni di prigione per “dissolutezza”, in realtà per colpire la loro omosessualità.

Gay senza più primavera (Giuseppe Acconcia, Il Manifesto)

  • Martedì, 09 Settembre 2014 00:00 ,
  • Pubblicato in primopiano 2
Era noto che si tenessero qui feste a cui prendeva parte la comunità omosessuale egiziana. L'accusa mossa contro alcuni degli arrestati è stata di prostituzione maschile. Secondo testimonianze raccolte da alcuni attivisti per i diritti umani, gli imputati sono stati umiliati fisicamente e psicologicamente, sottoposti a inutili visite anali per verificare se avessero avuto rapporti sessuali. ...
Il Tribunale per i minorenni di Roma ha riconosciuto ad una coppia di donne lesbiche l'adozione di una bimba, figlia biologica di una delle due mamme, che prenderà ora il cognome di entrambe. Le due donne sono state seguite per mesi dagli psicologi e dagli assistenti sociali del "Gruppo integrato di lavoro Adozioni", i quali hanno reputato la coppia assolutamente "normale" e la bimba "vivace, intelligente e carina". In una parola: felici. La bimba ha cinque anni ed è figlia dell'amore tra le due donne che convivono da un decennio. ...

Il Fatto Quotidiano
26 08 2014

Lo scontrino con le portate della cena consumata e, tra una pizza e un caffè, una scritta inequivocabile: “Mi raccomando so ricchioni“. E’ quanto recapitato a metà luglio a quattro ragazzi omosessuali in una pizzeria di Maruggio, in provincia di Taranto. La notizia, riportata dal sito Brindisioggi.it, è stata diffusa solo oggi e sta facendo il giro del web. La storia è semplice. La comitiva decide di andare a cena nella località marina del Salento e, dopo aver consumato il pasto, si ritrovano a dover subire commenti pesanti sulla loro sessualità.

Il commento era stato scritto dal cameriere che li aveva serviti, sfruttando lo spazio che in alcuni scontrini viene dato al titolare per inserire note di riferimento dei clienti. Uno dei giovani si è avvicinato al proprietario e ha chiesto spiegazioni. Il titolare mortificato non ha saputo come giustificare il commento del suo dipendente. Il giorno dopo pare abbia richiamato i clienti per scusarsi ancora e comunicare che aveva allontanato il cameriere.

Il Fatto Quotidiano
26 08 2014

Angelo Figuccia, esponente del Movimento per l'Autonomia, è l'autore della mozione (approvata a inizio agosto) per la celebrazione della "Festa della famiglia naturale". E, intervistato da ilfattoquotidiano.it, attacca le unioni delle stesso sesso.

di Giuseppe Pipitone

“Chi ci dice che l’omossessualità non è una malattia? La scienza? Quante volte la scienza sbaglia”. Angelo Figuccia torna alla carica. Un anno fa, quando Palermo ospitava il Pride nazionale e la giunta di Leoluca Orlando varava il registro per le unioni civili, l’esponente del Mpa aveva guadagnato le pagine dei quotidiani nazionali per quell’originale j’accuse in pieno consiglio comunale: “Dio ci punirà – aveva detto – lo dimostra anche l’Arca di Noè”. Più di un anno dopo il vulcanico consigliere comunale del Movimento per l’Autonomia alza il tiro. E al fattoquotiano.it spiega che, dal suo punto di vista, “i motivi dell’omosessualità vengono da traumi psicologici: per esempio avere assistito a violenze sessuali, oppure essere stato avvicinato da bambino da un prete pedofilo”. Dichiarazioni che riaccendono la miccia delle polemiche, già incandescenti dopo che Figuccia aveva ottenuto, il 7 agosto scorso, l’approvazione da parte del consiglio comunale di una sua mozione (catalogata addirittura come “urgente”) per la celebrazione della “Festa della famiglia naturale”. “L’hanno votata colleghi di tutti i partiti – esulta il diretto interessato – adesso voglio vedere quando Orlando ci dirà di celebrare la nostra festa, dato che lui tifa per il Pride. Io ho scritto anche a Papa Francesco, che però non mi ha risposto: ho spiegato che noi siamo una maggioranza silente e non dobbiamo vergognarci di esprimere il nostro parere contro questo fenomeno, che deriva dalla società malsana, senza valori”. Parole forti, soprattutto perché Figuccia rivela di catalogare l’omosessualità come una malattia.“Si la scienza ha detto che non è così – ammette – ma quante volte la scienza ha sbagliato? Si parla tanto del metodo stamina, la scienza non lo riconosce, ma di fatto ci sono delle guarigioni. A Galileo gli dicevano pazzo, e poi il mondo girava davvero. E quante volte si sente dire per esempio il pomodoro crudo fa male e poi dopo dieci anni ci dicono che è bene mangiare pomodori crudi?”.

Dichiarazioni, quelle del consigliere comunale Mpa, che hanno sollecitato l’immediata replica di Luigi Carollo, presidente dell’associazione omosessuale ‘Articolo Tre’ di Palermo. “Vorrei ricordare a Figuccia che non può dire cosa è scientifico e cosa no, dato che questo è un compito che spetta all’organizzazione mondiale della sanità: già 30 anni fa l’idea di Figuccia è stata bocciata, il consigliere se ne faccia una ragione – dice Carollo – Evidentemente l’ossessione di Figuccia è il Pride: nessuno di noi è contrario alla giornata della famiglia naturale, mentre lui intende questa giornata come un baluardo contro il Pride. Il nodo importante però – aggiunge l’esponente di Arcigay – è che la mozione è stata votata da 30 consiglieri comunali su 34 presenti, molti dei quali appena un anno fa si erano espressi per la nascita del registro delle unioni civili: la città in pratica ha fatto un enorme passo indietro”.

Euforico per aver ottenuto il via libera in consiglio per la sua tanto desiderata festa della Famiglia Naturale, Figuccia però non cede di un millimetro. “Io ho nipoti di tutte le età e non devono crescere con questo tabù, con questo problema dell’omosessualità”. E se un giorno uno dei nipoti del consigliere comunale dovesse scoprirsi omosessuale? “Se uno cresce in una famiglia naturalmente sana non potrà accadere. Io conosco molti di casi famiglia non sane: divorzi, violenze. E così i figli vengono gay, poi certo c’è chi si dichiara e chi non si dichiara”. Il consigliere comunale palermitano va però oltre, individuando come spunto della sua teoria sull’omosessualità addirittura l’Antico Testamento. “Io sono l’ultimo giapponese che crede nell’Antico Testamento, è già scritto tutto lì: Sodoma, Gomorra, Babele”. E ovviamente, anche questa volta, non può mancare un cenno all’Arca di Noè. “Se un giorno dovesse tornare il giudizio di Dio – annuncia il consigliere – chi si è reso colpevole di queste cose non potrà salire sull’arca di Noè”.

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