Conservatori

  • Venerdì, 04 Gennaio 2013 09:29 ,
  • Pubblicato in Flash news

Lipperatura
04 01 2013

Non è una sorpresa, la definizione di “conservatori” data dal candidato premier Mario Monti a coloro che appartengono alle parti “estremiste” della sinistra e del sindacato. Conservatori perché, se non capisco male il pensiero, intendono “conservare” diritti che sarebbero ormai obsoleti. Che, anzi, si porrebbero come ostacoli sulla via della crescita.

Chi ha letto questa mattina il lucido intervento di Stefano Rodotà su Repubblica sa con quanta forza il medesimo abbia insistito sulla vaghezza della famigerata agenda montiana in materia di diritti. Ma anche chi avesse mancato la lettura sa piuttosto bene quanto questa parola, “conservatori”, venga ormai puntata alla gola di chi oppone dubbi verso una altrettanto vaga idea di innovazione che sembra somigliare molto al bianco e nero adolescenziale: tutto o nulla, il progresso non si può fermare, la via è ineluttabile (ed è sempre una sola, guarda caso), in cenere tutto quello che è “vecchio”.

Sono vecchie le tutele nei confronti di chi lavora? Sono vecchie le rivendicazioni delle donne per potere avere lavoro, pari retribuzione, servizi che siano degni di questo nome? Sono vecchie le esigenze di ottenere una legge sulle unioni di fatto, una legge sull’educazione sessuale, un’applicazione reale della 194? E’ vecchia la necessità di avere una scuola pubblica che sia messa in grado di funzionare? E’ vero, sono cose “vecchie”. Ma come diceva Saramago, più si diventa vecchi, più si diventa liberi. In questo senso, molte donne e uomini di questo paese possono dirsi lieti di essere conservatori.

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