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L'autotest scopre tumore all'utero

  • Martedì, 10 Giugno 2014 09:10 ,
  • Pubblicato in Flash news

Italia Oggi
10 06 2014

Si deve alla massiccia campagna di prevenzione effettuata con il pap-test se il tumore al collo dell’utero ha ridotto la sua incidenza di mortalità. L’esame ginecologico permette di individuare le lesioni al collo dell’utero prima che diventino cancerose

Lotta al tumore, le nuove armi

  • Giovedì, 22 Maggio 2014 09:25 ,
  • Pubblicato in Flash news

la Repubblica
22 05 2014

La meta finale è il tumore sotto controllo.

Traguardo difficile, certo, ma non impossibile se consideriamo i progressi compiuti dalla prevenzione e dalla terapia in questi ultimi vent'anni. ...

E da loro è partita l'idea della "Sfilata di modelle speciali" dell'8 giugno, cioè un modo per manifestare "la leggerezza del gioco, nel quale ci si perde e si dimentica la malattia, potendo quindi presentare la propria femminilità", spiega Claudia, una del "Clan". ...

Donne e tumori

  • Venerdì, 16 Maggio 2014 14:54 ,
  • Pubblicato in Flash news

Betty & Books
16 05 2014

Nel 2013 ho aperto la partita iva e scoperto di avere 5 fibromi nell’utero.

Se non avete una partita iva o un tumore (nel mio caso benigno come la maggior parte dei fibromi) probabilmente vi starete chiedendo il motivo di questa associazione. Io ho fatto 1+1 quando la ginecologa leggendo l’ecografia ha esclamato

hai 5 fibromi grandi, come mai non te ne sei accorta prima? ti sei trascurata.

Mi sono offesa, ogni volta che qualcuno mette mano sul mio corpo, che sia l’estetista che scuote la testa guardando i peli incarniti o che sia il parrucchiere che controlla le doppie punte, in un modo o nell’altro finisce sempre con il far leva sui miei sensi di colpa. In questo momenti di bassa autostima non posso far altro che mettermi sulla difensiva, e così ho fatto:

i fibromi non sono diretta conseguenza di un mio stile di vita che colpa ne ho?

Ma la prevenzione sì, se manca è a causa mia. Cazzo, bastava fare una visita all’anno e una transvaginale in più, per beccare i fibromi a un loro stadio iniziale e combatterli!! E invece no. Poco tempo, pochi soldi, energie indirizzate a sostenere Betty&Books e bye bye ginecologa e bye bye gravidanza serena.

Com’è possibile arrivare al punto in cui non si trova il tempo per prendere un appuntamento? Beh, semplice, questo punto di non ritorno si chiama precarietà. Difficile programmare degli investimenti se non si ha un piano economico di rientro. Difficile prendersi cura del proprio corpo se non esiste malattia e nei giorni liberi si incastra un terzo lavoro. Il tempo per se stesse si riduce, perchè le priorità cambiano, e il mal di pancia conta meno di un lavoro incastrato tra il 10 e il 20 agosto, e pazienza, la visita può aspettare l’anno prossimo. Che sciocca, è con questa mentalità che sono arrivata a 5 fibromi trascurati e rarissime vacanze.

Insomma nel 2013 la mia tastiera batteva nei motori di ricerca poche, semplici parole chiave: fibromi, tumori, partita iva, pap-test ed è così che mi sono imbattuta in 2 blog, Afrodite K e SporaBlog.

Afrodite K è il blog di Daniela Fregosi, lavoratrice autonoma, racconta la sua esperienza e soprattutto combatte, per il diritto alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi. Con un tumore al seno e l’iscrizione alla Gestione Separata INPS la battaglia è doverosa.

Spora è il blog di Veronica Benini, come arma segreta non usa le tette come Afrodite K, ma i tacchi, alti. Ha aperto il blog quando le hanno diagnosticato 3 tumori all’utero, poi ha continuato a scrivere e fondato lo stiletto accademy.

La questione della prevenzione è importantissima e questo lo sappiamo ok, ma bisogna farla non solo “pensarla”, sì, anche a costo di perdere un lavoro, perchè a conti fatti quello che ho risparmiato (e guadagnato) saltando la visita specialistica/costosa dalla gine, poi l’ho perso per star dietro a questa rogna dei fibromi, eh. Prevenire è meglio che curare…già. saggezza popolare oltre che di marketing.

Altra questione, ben più complessa, è la battaglia che riguarda la gestione separata inps che chiama in causa lavoratori autonomi, co.co.pro, lavoratori atipici.

Alla gestione separata inps, si versano un sacco di soldi, ma a differenza degli altri cassetti previdenzali, torna indietro ben poco, della pensione poi non ne parliamo. Per combattere contro questo ingiusto trattamento tra lavoratori dipendenti e autonomi, Afrodite K ha lanciato una petizione online Diritti e assistenza ai lavoratori autonomi che si ammalano. Ok, delle petizioni non se ne può più, io ne ricevo una al giorno, dal salviamo i gorilla di Budrio, al fermiamo l’aumento inps, e ok, non sono sempre efficaci, ma in questo caso firmare questa petizione serve a dare visibilità alla battaglia di Afrodite K e far valere un minimo la sua rappresentanza “mediatica”.

Care lavoratrici autonome e precarie, tumorate o meno, due cose le possiamo fare: costruire reti solidali, allearci e ascoltare il corpo. OM.

Di mio in programma per metà giugno il pap-test (devo ancora prenotare) e un post dedicato completamente ai fibromi. Restate in ascolto ;)

L’immagine in bianco nero di copertina è della fotografa Yoshie Nishikawa l’illustrazione della ragazza con i capelli viola è Daniela Perissinotto

Pussybrain

 

La 27 Ora
08 05 2014

Dito alla bocca, chiusa: il gesto che solitamente facciamo per chiedere di fare silenzio, di non disturbare, che il rumore non è gradito. Magari anche per indicare che quello che si è appena confidato è un segreto, da non rivelare a nessuno. Poi si prende il cellulare e ci si scatta una foto, un famoso selfie, di cui abbiamo parlato tanto sul nostro Blog. Si posta tutto sul proprio Social Network preferito e si aggiungono i riferimenti fondamentali: il fatto che oggi sia la seconda giornata mondiale dedicata al Tumore Ovarico che ogni anno colpisce 250.000 donne e che ne uccide 140.000.

Si aggiunge che in Italia le donne possono contare sul sostegno della prima associazione di pazienti ed ex pazienti di tumore ovarico, Acto Onlus che, dal 2010, si impegna a sostenere la ricerca contro questa malattia tanto feroce quanto silenziosa: nel nostro paese rappresenta la sesta causa di morte tumorale, di cui vengono rilasciate ogni anno 5.000 nuove diagnosi. Infine si aggiunge il messaggio più importante: #ilsilenziononèdoro. Bisogna parlare il più possibile di questo male per fare in modo che le donne sappiano riconoscere i sintomi premonitori e siano in grado di rivolgersi al migliore centro specialistico. La percentuale di diagnosi arrivate tardi, infatti, è del 70%. Un livello inaccettabile.

Sono ben 57 le organizzazioni che in 23 stati si sono impegnate con diverse attività a fare dell’8 maggio una grande occasione di informazione diffusa sul Tumore Ovarico. Dai paesi europei agli Stati Uniti, dall’America del Sud fino alla Nuova Zelanda, passando anche per la Russia e il Bangladesh. Questo male colpisce in modo indistinto le donne che abitano i luoghi del mondo più o meno sviluppati e registra un tasso di sopravvivenza molto più basso rispetto a quello calcolato per il tumore al seno: il 45% del primo contro l’89% del secondo. L’invito del World Ovarian Cancer Committee è quello di connettersi al sito ovariancancerday.org, scaricare l’e-card a disposizione piena di informazioni utili per conoscere, riconoscere e proteggersi dal tumore e la preghiera ad ognuno di amplificare il messaggio, spedendo ad almeno altre cinque persone il materiale.

Acto Onlus ci ha messo della fantasia in più, con la campagna #ilsilenziononèdoro partita con il primo selfie che vedete in alto, lanciato già il 6 maggio per scaldare i motori, che coinvolge Nicoletta Cerana ed Elisabetta Ricotti (e sua figlia) rispettivamente Presidente e Responsabile comunicazione dell’organizzazione, e che come prima risposta ha raccolto l’appoggio del numeroso staff femminile dell’agenzia Edelman. Non solo. Oggi ha organizzato un appuntamento di approfondimento all’Istituto Europeo di Oncologia: per sottolineare quali siano, ad oggi, le sfide di chi vuole combattere questa malattia, cioè prevenzione e informazione; e presentare la guida da cui prende il nome la campagna social Il Silenzio non è d’oro. Un piccolo manuale tascabile che affronta tutti gli aspetti del tumore alle ovaie. Da questa sera sarà scaricabile liberamente dal sito della Onlus ma l’obiettivo è di distribuire una copia cartacea nei luoghi di maggiore accesso alle donne. Per raccogliere la somma necessaria alla stampa è attivo un profilo su retedeldono.it che rimarrà aperto fino a marzo 2015 per non mettere limiti alla ristampa della guida.

Un nuovo strumento, la guida Il Silenzio non è d’oro, che si aggiunge a quelli già realizzati negli anni scorsi da Acto Onlus. Diversi per complessità e obiettivi, sono uniti dal fatto di nascere dall’esperienza sul campo vissuta dalle ex pazienti e dal dolore per le donne perse fino ad oggi, a cominciare dalla fondatrice Mariaflavia Villevieille Bideri. Uno su tutti è Cloud4care. Primo progetto di “cloud scientifico bancario”, permette ai ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di sfruttare da remoto i sistemi tecnologici che SIA (agenzia di servizi di transazione per Banche, Imprese, Pubblica Aministrazione, …) rende accessibili presso i data center di Intesa San Paolo e Unicredit. In questo modo i calcoli della ricerca sono 100 volte più precisi e i tempi di elaborazione passano, in alcuni casi, dalla due ore ai dieci minuti.

Kibra Sebhat

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