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Usa, perché le armi da fuoco fanno strage di bambini neri

  • Mercoledì, 18 Marzo 2015 09:53 ,
  • Pubblicato in L'Intervento
Elena Molinari, Avvenire
18 marzo 2015

Il bambino era stato colpito sei volte, due al petto. Era agosto, e Antonio, di nove anni, era corso fuori dal'appartamento soffocante di Grand Crossing, a Chicago, arrabbiato perché la madre gli aveva negato i soldi per un gelato. Pochi minuti dopo, il membro di una gang del South side lo aveva scambiato per la sentinella di una banda rivale. E lo aveva freddato. La scena aveva attirato alcuni curiosi, più che altro perché si trovava a pochi metri da due stazioni di benzina e lungo una strada principale. ...
"Essere italo americani oggi può essere un vantaggio, ma ancora quaranta, cinquanta anni fa era uno svantaggio. Per la maggioranza della popolazione lo stereotipo dello italoamericano rimaneva quello del mafioso. Mario Cuomo dimostrò che era falso".
Ennio Caretto, Corriere della Sera ...

Agente uccide un 18enne nero, riesplode la rabbia in Missouri

  • Mercoledì, 24 Dicembre 2014 13:07 ,
  • Pubblicato in LA STAMPA

La Stampa
24 12 2014

Ancora un giovane nero ucciso dalla polizia negli Stati Uniti, a pochi chilometri dalla cittadina di Ferguson dove il 9 agosto scorso un altro afroamericano, Michael Brown, venne freddato dagli agenti e la cui morte scatenò un’ondata di proteste senza precedenti sui metodi adottati dalle forze dell’ordine. Secondo una prima ricostruzione degli agenti della contea di St Louis in Missouri, la notte scorsa, un poliziotto ha aperto il fuoco uccidendo un giovane di 18 anni, identificato con il nome di Antonio Martin, dopo che quest’ultimo gli aveva puntato contro una pistola.

LA DINAMICA DA CHIARIRE
«Il poliziotto - scrivono i media locali - stava effettuando un controllo di routine» ad una stazione di benzina poco prima della mezzanotte quando ha notato due uomini vicino all’area di servizio. L’agente è sceso dalla sua macchina e dopo essersi avvicinato ai due giovani si è visto puntare contro una pistola. A quel punto il poliziotto ha aperto il fuoco «temendo per la sua vita» uccidendo sul colpo Antonio Martin. Il secondo uomo invece si sarebbe dato alla fuga. Secondo quanto scrive il St. Louis Post Dispatch - quotidiano locale - i detective avrebbero ritrovato sul luogo della sparatoria l’arma del 18enne mentre il corpo della vittima sarebbe rimasto per quasi due ore sull’asfalto prima di essere preso in consegna dalle autorità. La vittima si trovava con la sua fidanzata quando si è verificata la sparatoria. La ragazza però al momento non avrebbe rilasciato dichiarazioni ai reporter.

TELECAMERE DECISIVE
Poco dopo la mezzanotte una folla di un centinaio di persone si è radunata nella stazione di benzina transennata. Secondo al New York Times, diverse manifestanti «inferociti hanno iniziato ad urlare slogan contro le forze dell’ordine che sono giunte in massa, alcuni in tenuta antisommossa» e si sono verificati scontri. Tre persone sono state arrestate. Gli inquirenti stanno cercando di comprendere la reale dinamica dei fatti. La stazione di servizio è dotata di telecamere di sicurezza.

A HOUSTON AGENTE PROSCIOLTO
Gli Usa si trovano dunque a dover fare i conti con la morte di un altro ragazzo di colore. È invece di ieri la notizia che non sarà incriminato l’agente di polizia di Houston Juventino Castro che uccise il 26enne di colore, disarmato, Jordan Backer. Lo ha stabilito un gran giurì della contea di Harris, in linea con le deliberazioni di Ferguson e New York che hanno scatenato proteste in tutti gli Stati Uniti.

Corriere della Sera
23 12 2014

La Fda proporrà di cancellare il divieto totale, ma l'aspirante donatore non dovrà aver avuto rapporti sessuali per 12 mesi

di Redazione Online

Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (Fda), massima autorità statunitense in prodotti alimentari e farmaceutici, raccomanderà di porre fine al divieto a vita imposto a uomini omosessuali e bisessuali di donare il sangue. Ma soltanto se saranno stati casti per un anno.

I primi anni dell'Aids
La politica con restrizione assoluta è in vigore da 31 anni, sull'onda dell'allarme per l'Aids: un maschio che, dal 1977 a oggi, abbia avuto rapporti omosessuali è escluso dalla donazione. Da tempo molti gruppi medici e attivisti per i diritti degli omosessuali sottolineano come, vista la celerità e l'affidabilità dei test, non sia più giustificata. La Fda aveva emanato quella norma per i gruppi statisticamente più esposti all'immunodeficienza: oltre ai maschi omosessuali, le prostitute e i tossicodipendenti che fanno uso di droghe per via endovenosa.

La castità forzata e la legge italiana
Adesso il divieto assoluto verrebbe sostituito con una nuova politica che però impedirebbe comunque le donazioni a uomini che abbiano avuto rapporti sessuali con altri uomini negli ultimi 12 mesi. La nuova regolamentazione porterebbe gli Stati Uniti al passo con altri Paesi tra i quali l'Australia, il Giappone e il Regno Unito (mentre in Italia, più genericamente, viene escluso temporaneamente dalle donazioni chiunque - uomo o donna - abbia avuto, negli ultimi 4 mesi, un rapporto a rischio), ma non soddisfa ancora pienamente le ong come l'American Civil Liberties Union, che ritiene che la norma impedisca «agli uomini che formano una coppia solida e con comportamenti sessuali monogami, di donare il sangue. Questa proposta non riconosce la differenza tra pratiche sessuali ad alto rischio e sesso protetto», e che sottolinea come il richiedere un anno di castità a un uomo omosessuale prima di una donazione non rappresenti, quindi, un cambiamento di politica significativo.

Tempistiche da definire
La proposta per il cambio delle linee guida era atteso per inizio dicembre, ma ora dovrebbe arrivare a inizio 2015. Il vice direttore dell'Fda Peter Marks non ha fornito una tempistica per il completamento del processo ma ha affermato: «Ci impegniamo a lavorare il più velocemente possibile su questo argomento».

Dilaga la nuova disubbidienza civile

Accomunate dalla rabbia e collegate dai social media le proteste si sono nuovamente impadronite della notte americana: ad Okland, Detroit, Chicago dove le manifestazioni hanno bloccato il centro, a Cleveland dove la gente si è sdraiata in terra chiudendo coi propri corpi il Detroit-Superior bridge, a Miami dove i manifestanti hanno invaso la 195, una delle principali arterie della città, a Boston le folle si sono impadronite di Harvard square e invaso la zona universitaria di Cambridge.
Luca Celada, Il Manifesto ...

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