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Un primo passo per agire insieme contro le politiche di austerità

di Lidia Cirillo, Zeroviolenzadonne
15 novembre 2012

Era stato preceduto da un appello l'incontro femminista che si è tenuto il 9 a Firenze nella Fortezza da Basso nel quadro del Forum Sociale Europeo (8/11 novembre) e aveva poi circolato in siti, blog e liste per un paio di settimane. L'intento era quello di profittare della presenza di reti e gruppi di donne di diversi paesi europei, impegnate in azioni contro le politiche di austerità.
Ci aspettavamo idee, suggerimenti, racconti di esperienze non ancora fatte in Italia e speravamo che Firenze potesse rappresentare un primo passo verso la costruzione di qualcosa, che si avvicinasse a ciò che in Italia manca e che diventerà a breve termine indispensabile. Abbiamo pensato a una forma organizzativa capace di mettere in relazione donne di diverse appartenenze o di nessuna, ma che abbiano in comune il rifiuto radicale della dittatura dei mercati finanziari   e soprattutto siano disponibili ad agire insieme.

 Il primo passo fatto a Firenze lascia ben sperare. La discussione è cominciata nella saletta da 60 posti prenotata forse per un eccesso di realismo, ma certo per una cronica carenza di fondi (l'organizzazione ha comunque un costo, sia pure modesto). Dopo poco siamo state costrette dall'affluenza a trasferirci in un a sala assai più ampia ed eravamo alla fine più di 200.

Ai primi interventi sono stati assegnati 10 minuti, anche se qualcuna ha abbondantemente sforato; ai successivi solo 5, anche qui con un certo margine di tolleranza. Il primo intervento di Christiane Marty (ATTAC Francia) si è soffermato sulla relazione tra politiche di austerità, distruzione del welfare ed esistenza femminile. Nicoletta Pirotta, che rappresentava la nostra lista e appartiene alla rete “Femministe per un'altra Europa”, ha elaborato alcuni concetti sulla femminilizzazione del lavoro e soprattutto ha sottolineato la dinamica con cui un soggetto socialmente svantaggiato può diventare soggetto politicamente forte. Christine Van Den Daelen (CADTM Belgio) ha raccontato delle iniziative di AGORA' in Belgio, in modo particolare dei presìdi dinanzi a banche e ad altri luoghi simbolici e del lavoro per sensibilizzare sulla crisi associazioni diverse di donne. Lidia Fernandes della Marcia Mondiale delle Donne portoghese ha raccontato tra l'altro della partecipazione femminista ai comitati per l'audit.

Coinvolgente l'intervento di Sonia Mitralias sulla drammatica situazione greca: in due anni e mezzo, ha detto Sonia, lo stato sociale è stato interamente distrutto. La cosa che ha colpito forse di più è sapere che l'assistenza medica al parto ormai si paga con somme inaccessibili a molte donne.
Gli interventi sono stati più o meno una ventina. Di alcuni segnalo le affermazioni e gli argomenti per cui li ricordo. Imma per esempio ha messo in guardia dalla cultura patriarcale anche all'interno del movimento; Paola ha insistito invece sull'esigenza di essere comunque interne al movimento di opposizione all'austerità e solidali con i compagni che ne fanno parte; Rosalba ha auspicato l'elaborazione di proposte su pratiche di resistenza locali; Franca ha parlato della capacità delle donne di resistere all'individualismo e alla sua ipertrofia nella cultura attuale. Particolarmente interessante mi è sembrata la proposta di Heidi, cioè quella di chiedere che il premio Nobel per la pace, ingiustamente attribuito all'Unione Europea, venga restituito e investito per rispondere a bisogni e richieste di donne. Lidia era stata incaricata di spiegare il progetto che ci ha fatto costruire la lista e lavorare perché il workshop vedesse un'adeguata presenza e lo ha fatto, nei limiti dei 5 minuti assegnati agli interventi diversi da quelli introduttivi.

Vale la pena di segnalare anche un intervento legittimamente polemico, perché forse la segnalazione potrà contribuire a evitare qualche equivoco. Un'amica, di cui non ricordo il nome, ha protestato perché si era parlato fino a quel momento solo di debito, mentre le donne sono esseri a tutto tondo e il femminismo deve confrontarsi su tutti i temi. Le abbiamo risposto che noi non siamo “le donne”, ma un gruppo di donne di appartenenze anche assai diverse che hanno deciso di convergere su un tema specifico,  su cui si è verificata la possibilità di  tentare di agire insieme.

Dall'assemblea è uscita la proposta di preparare da ora un 8 marzo che abbia al centro il tema della crisi e dell'austerità. La proposta è stata portata prima nell'assemblea in cui si sono confrontati i diversi workshop sul debito, poi in quella detta di “convergenza delle convergenze” e alla fine la proposta è stata fatta propria da tutte e tutti.

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