A PROPOSITO DI EDUCAZONE SESSUALE

di Pina Adorno

Il rischio che corriamo quando si parla di educazione sessuale è che ognuno pensi a una cosa diversa: qualcuno può pensare che sia una lezione a carattere scientifico, altri che sia una esibizione pornografica o una sollecitazione all’agito sessuale, per alcuni genitori può rappresentare un corredo di competenze  da far acquisire ai figli quando vanno alle superiori, e c’è chi la vede come una minaccia al percorso di fede.
Vorrei provare a raccontare come la pensiamo noi operatori dei consultori e descrivere la nostra esperienza ormai ultratrentennale, inizialmente rivolta agli adulti e svolta nei luoghi di lavoro o all’interno dei nostri servizi e successivamente, e in maniera più diffusa e sistematica, nelle scuole di Roma.
Proprio perché nati dalle battaglie delle donne per affermare il loro diritto alla salute, alla procreazione cosciente e responsabile e alla propria autodeterminazione, i consultori familiari hanno avuto, soprattutto nella prima fase della loro esistenza, un significato simbolico di libertà di accesso alla conoscenza e una funzione di supporto tecnico-culturale  alla centralità della prevenzione;  per tutti gli anni ’70 e ’80 i consultori sono stati un grosso strumento di informazione, cura, partecipazione, sperimentazione del dialogo possibile tra la soggettività femminile e la risposta dei servizi.
Gli incontri con i gruppi sono stati sperimentati nei consultori a partire da quegli anni e utilizzati come strumento  per diffondere informazioni e per discutere i temi della sessualità femminile che il movimento delle donne degli anni ’70 aveva fatto uscire dalla clandestinità, sovvertendo anche il modello della medicina tradizionale a favore di una medicina di tipo sociale.

Oggi gli interventi di educazione sessuale sono abbastanza diffusi e sono rivolti soprattutto agli adolescenti, per l’evidente valore strategico che rappresenta quella fascia d’età rispetto alla prevenzione e soprattutto alla promozione della salute. Il fatto poi di raggiungerli nelle scuole e di lavorare con il gruppo classe, consente di mettere in circolo e dare dignità ad argomenti e sensibilità normalmente espulsi dal circuito della didattica (in alcune scuole gli insegnanti di scienze saltano il capitolo della riproduzione umana!) e invece molto presenti nell’immaginario e nel linguaggio degli adolescenti; inoltre, la presenza di esperti esterni, diversi dalle figure scolastiche giudicanti, facilita l’espressione libera e il confronto nel gruppo e con gli operatori.

Durante gli incontri, gestiti dall’équipe nelle sue componenti medico-sanitaria e psicosociale, a volte in contemporanea, altre volte in momenti separati, vengono fornite informazioni di tipo anatomico e fisiologico, che hanno lo scopo di consentire agli adolescenti di individuarsi e riconoscersi fisicamente e psicologicamente nel loro sesso di appartenenza e nelle potenzialità riproduttive acquisite con la pubertà, lavorando poi nel gruppo per favorire l’elaborazione di questi dati rispetto alle emozioni ad essi collegate.

Insieme a questo, è importante dare anche strumenti per una lettura e una rielaborazione dei messaggi culturali che raggiungono gli adolescenti da più fronti ( famiglia, scuola, media, religione, politica, internet, gruppo dei pari ) e che, insieme al loro vissuto personale, contribuiscono a dare significato e spessore al femminile e al maschile, nella loro declinazione individuale e nella costruzione degli stereotipi.
La metodologia di intervento può variare in relazione alla formazione della équipe che lo effettua, alla peculiarità della richiesta, alle caratteristiche del gruppo a cui è rivolto (età e numero dei partecipanti, livello di coesione del gruppo, prevalenza di appartenenti ad un sesso sull’altro…); da alcuni anni si utilizza anche la peer education, formando gruppi di studenti che poi saranno a loro volta formatori dei coetanei.

A volte ci sono episodi di attualità che sollecitano i ragazzi a interrogarsi e di conseguenza a coinvolgere gli operatori su tematiche di immediato interesse; sta poi agli operatori il compito di “allargare” e “approfondire” le loro richieste, collegando tra loro tematiche e aspetti che gli adolescenti vivono come aree separate.
Oltre agli aspetti più “tecnici”, riferiti alla contraccezione e alla prevenzione delle MST, le tematiche sulle quali c’è un maggiore interesse sono legate al concetto di normalità e alle difficoltà nelle relazioni.
Nelle scuole medie è spesso presente un sottofondo di angoscia rispetto al proprio corpo, per una crescita che tarda ad arrivare o che è arrivata molto presto, insieme a quella di far parte di un gruppo rispetto al quale ci si sente o si è considerati diversi. Proprio perché in gran parte non ancora sessualmente attivi, in questa fascia d’età c’è molta curiosità di verificare e mettere insieme le informazioni in loro possesso, e le domande che pongono ruotano intorno al rapporto sessuale - verginità e primi rapporti, omosessualità, gravidanza, aborto - spesso investito da luoghi comuni e fantasie sulle perversioni.

Con valenze e vissuti differenti, il tema delle relazioni viene sollevato anche dai ragazzi delle superiori, sia sotto il profilo dell’identità personale e sessuale, sia in rapporto con l’altro sesso e con il gruppo dei pari.
L’omosessualità è un tema ricorrente, spesso introdotto in classe attraverso connotazioni negative e ingiuriose nei confronti di un compagno, e trattato dai ragazzi con curiosità morbosa; a volte invece  il problema viene riproposto in consultorio a livello individuale, come interrogativo sulla propria identità sessuale.

Emerge soprattutto la fragilità nelle relazioni, che è un po’ una caratteristica peculiare delle ultime generazioni rispetto alle precedenti: la paura di essere abbandonato dal partner, di essere rifiutato dal gruppo o di non essere all’altezza delle aspettative degli altri, il conflitto con il proprio corpo ci restituiscono l’immagine di adolescenti emotivamente esposti e in grossa difficoltà ad affermare un pensiero autonomo.

Un’attenzione particolare viene destinata dagli operatori dei consultori alla discussione sui ruoli maschile e femminile nella società di oggi e sui rapporti tra i sessi; anche qui si oscilla nelle discussioni tra i luoghi comuni e le esperienze individuali, un dibattito interessante nel quale si mettono in relazione dati di realtà e fantasie e durante il quale spesso viene affrontato con i ragazzi il problema della violenza sessuale.

A livello della acquisizione di informazioni utili, ci si può chiedere se ai tempi di internet  i ragazzi non abbiano già la possibilità di accedere a tutte le informazioni che vogliono, e se è necessario che gli operatori dei consultori continuino ad andare nelle scuole a parlare di sessualità e di affettività. A giudicare dalle richieste che ci arrivano dagli adolescenti, e dalla modalità con cui vengono poste, sia in consultorio sia nelle scuole, non sembra che le informazioni in loro possesso siano tanto solide e rassicuranti, e soprattutto non è solo il dato tecnico/scientifico che conta.

Oltre alle informazioni e ai contenuti da trasmettere, che sono evidentemente limitati dai tempi e dalle risorse disponibili, è fondamentale aiutare gli adolescenti a trovare un senso da attribuire ai loro comportamenti e alle loro scelte, e questo avviene più facilmente attraverso la relazione e l’elaborazione in gruppo. E’ anche importante presentare le attività e le potenzialità del consultorio perché diventi un punto di riferimento a cui potersi rivolgere anche al di fuori del corso di educazione sessuale.

In questo senso è fondamentale che i consultori siano una presenza significativa sul territorio, in numero e qualità, e che siano in grado - attraverso l’aggiornamento permanente  degli operatori e il dialogo costante con la popolazione e con le istituzioni di riferimento - di adattarsi alle nuove esigenze della comunità territoriale, costruendo risposte adeguate alle sfide che la società complessa di oggi pone anche in termini di formazione della coscienza di sé e dell’assunzione libera e matura di comportamenti responsabili.
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