L'ETEROSESSUALITA' E' L'OPPIO DELLE MASSE!

di Pinkrabbit
31 maggio 2011

Ad onor del vero è una massima citata nel film intitolato Raspberry Reich (di Bruce LaBruce). Indubbiamente un frase ad effetto, ma forse anche qualcosa in piu’ di uno mero slogan. Mentre nella sua versione Marx sosteneva che la religione fosse l’oppio dei popoli, oppio che ne tratteneva il potenziale rivoluzionario, dunque rendendo i popoli  schiavi dell’oppressione del modello sociale edu-castrante, capitalistico e borghese, in questa nuova massima c’è un potenziale che, se non creativo, di certo potrà essere lo spunto per accese discussioni in occasione di questo Europride romano!
Potrebbero chiedersi i ben pensanti eterosessuali
e borghesi (quasi sempre peraltro eterosessisti), cosa si intenda per “l’eterosessualità è l’oppio delle masse”?

Io risponderei semplicemente dicendo che si tratta esattamente della stessa idea di Marx traslata nel campo sessuale: prendere atto delle molteplici sfaccettature dell’essere umano, incluse le peculiarità LGTBIQ, è infatti necessario al fine di demolire i (finti) equilibri che premettono alla attuale società umana di preservarsi immutata. Ovvero noi (LGBTIQ) potremmo essere il volano o lo stimolo che risvegli le masse e le liberi dal giogo che gli è stato da troppo tempo imposto.

Va sgretolato, grazie a noi, il rigido pensiero: sei uomo e ti piaceranno le donne, sei una donna e ti piaceranno gli uomini, anzi in questo caso tuo marito, perché tu sei programmata a divenire una brava cuoca ed una fedele mogliettina, allevatrice della prole per il sostentamento della nazione nel tempo e contro eventuali invasioni straniere.

E’ delirante tutto ciò,  potrei dirmelo da solo, eppure mia sorella nel 2009 ha fatto acquistare (da quel fascistone del suo compagno) per la “loro” bimba di due anni una cucina in scala che riproduce in tutto e per tutto le funzionalità di una cucina vera e propria. Nel duemilaenove lo ribadisco, non nel 1909… ossia: “tu mia cara bimba dovrai giocare con le bambole e fare torte finte”. Un gioco innocuo? Niente affatto: è uno dei tanti subdoli, o meno che dir si voglia, mezzi che tuttora sono in voga perché “il maschio cresca maschio” e “la femmina cresca femmina” e pronta ad entrare nell’unico ruolo che le è stato affidato da questa società: moglie, madre, domestica, vogliamo dirlo, schiava del sistema etero capitalista, borghese e maschilista.

E per chi non entra nei casellari prescritti dalla “Regola” sopra descritta? Per costoro la possibilità, in quanto “fuori casta” e “fuori ruolo”, poter essere chiamati gay e lesbiche e che poi: ”ma di cosa si lamentano questi? Adesso non li mettiamo più in galera e nemmeno nei manicomi, cosa vogliono ancora?”…

Vorrei in sintesi  ricordare ciò che Mario Mieli avrebbe detto: sebbene molti riescono a fingere (anche a se stessi) di essere sereni e persino felici nel ruolo pre assegnato di “uomo macho” e di “donna casalinga”, in ogni essere umano esiste una essenza che è per sua natura stessa pansessuale (né uomo né donna) e che può amare o trovare attraente qualsiasi forma di sesso e sessualità. Un modello certo rivoluzionario o quantomeno destabilizzante per chi necessita di certezze e di confini molto chiari (uomo/donna e bianco/nero) quello proposto da Mario Mieli, un modello che ritengo possa essere ben sintetizzato dalla frase “L’eterosessualità è l’oppio dei popoli”.

Perché dunque il meccanismo ed il processo di liberazione di vieppiù singole persone che confluiscono in una massa che grida il proprio non voler soddisfare la richiesta del modello di società monolitica e fascista nella sua essenza sarebbe l’inizio della fine dei ruoli pre assegnati ideologicamente. Altresì, una volta scardinati i pre-supposti (il) logici e lo (psuedo) pattern ideologico verrebbe poi il momento di dare pari riconoscimento (anche giuridico) e dignità di cittadine/i a chiunque a prescindere dall’orientamento sessuale e di genere.

In questo contesto ed ottica sono da collocarsi gli scontri di Stonewall (New York, anni sessanta) in cui travestite ed altre persone decisero di dire basta al controllo eteresessista, facendolo peraltro in maniera piuttosto pragmatica (tirando mattoni alla polizia) attraverso una vera e propria rivolta sociale. I nostri Pride, incluso questo Europride, sono innanzitutto un ringraziamento per le lotte ed il coraggio di queste nostre sorelle e fratelli che per prime urlarono al mondo di essere orgogliose di essere chi erano e di non voler più sottostare al controllo del poliziotto etero-capitalista-borghese.

Ma poi quale ruolo rimarrebbe al povero maschio etero-borghese a capo della piramide sociale da egli sin dalla notte dei tempi voluta dopo tali movimenti e cambiamenti? Non dimentichiamoci che anche l’uomo etero e macho, perpretando abusi fisici e morali sulle proprie compagne e su chi devia dal modello patriarcale ed eterocentrico, sebbene al vertice della piramide sociale per come attualmente la società è configurata, avrebbe il beneficio di scoprire in se un nuovo (o nuovi) io e nuove possibilità: quella di (con) vivere in una società dove gli individui pariteticamente costruiscono i propri percorsi lasciandosi alle spalle la via della violenza, dell’abuso,  della paura.

Anche l’uomo etero ne uscirebbe rinnovato e liberato da una prigione derivante dal modello borghese, e soprattutto con grande benefici per i suoi rapporti con le donne e per le donne che finalmente potranno relazionarsi con un essere umano, integro e non un burattino alla mercè di un sistema più grande di lui!

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