IL COORDINAMENTO DEI CENTRI ANTIVIOLENZA DELL'EMILIA-ROMAGNA SUI RECENTI OMICIDI DI DONNE AVVENUTI IL 24 E 25 APRILE


Torino, Mantova, Udine: dal 24 al 25 aprile in meno di ventiquattrore, due donne sono state assassinate dal marito e per una terza c’è stato un tentato omicidio a colpi di martellate: durante uno di questi delitti sono state uccise anche altre due persone (un uomo ed una donna).
In seguito all'inquietante catena di delitti avvenuti dal 24 e dal 25 aprile aventi come vittime donne che intendevano separarsi dai propri compagni ci domandiamo se dovremo istituire un’altra data di commemorazione, oltre a quella del 25 novembre quale Giornata internazionale contro la violenza alle donne e all’8 marzo Giornata internazionale della donna?
Serve un altro “memo” per ricordare a tutti, istituzioni e società civile, che sulle  donne continua una mattanza senza fine, sempre più cruenta, affinchè si pongano serie basi di contrasto alla violenza alle donne e ai loro bambini, attraverso la prevenzione che possa portare ad un reale cambiamento culturale e soprattutto garantire la protezione e la tutela delle donne vittime di violenza? Ed infine ci serve un'altra data per fare in modo che il Governo nazionale e quelli locali si assumano finalmente la responsabilità di predisporre un Piano nazionale e/o regionale di lotta alla violenza alle donne, in ottemperanza alle continue risoluzioni e raccomandazioni degli Organismi internazionali e comunitari?

In Italia ogni tre giorni viene assassinata una donna dal partner o dall’ex partner. Gli omicidi avvengono spesso in prossimità o in seguito alla separazione legale e nella stragran maggioranza dei casi si tratta di delitti che si consumano dopo anni di maltrattamenti familiari fatti di violenze psicologiche, fisiche o di stalking quando non c’è più la convivenza. I dati sono noti: da una indagine a campione, dell’Istat condotta nel 2007 sono  3milioni961mila le donne che hanno subito almeno un episodio di violenza nella loro vita e circa 1 milione ha subito uno stupro o un tentativo di stupro. Nel 70% dei casi l’autore della violenze è il partner. I dati del resto sono coerenti con le ricerche europee condotte a campione in Germania, Finlandia, Svezia, Inghilterra, che denunciano che il 40% delle donne ha subito almeno un episodio di violenza nel corso della vita.
In base ai dati raccolti dall’associazione nazionale D.i.Re alla quale aderiscono 54 Centri antiviolenza che operano su tutto il territorio italiano sono state 11.805  nel 2008 le donne che hanno chiesto sostegno ed aiuto per violenze e maltrattamenti. Nei Centri antiviolenza dell’Emilia Romagna aderenti al Coordinamento le donne accolte sono state 2.371 nel  solo 2009.

In un panorama così preoccupante per la vita e l’incolumità fisica delle donne e all’indomani dalla mattanza del 24 e del 25 aprile ci indignano e ci allarmano  profondamente le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Nestola e dallo psichiatra Mastronardi, durante un intervista, il 26 aprile scorso, a Rai News 24. Entrambi   hanno infatti dichiarato che le donne sono assassinate dal marito o dall’ex partner a causa di comportamenti messi in atto dalle donne stesse, in seguito ad  una  “denigrazione della figura paterna” o “con le loro continue richieste di denaro” che provocherebbero la furia omicida dei mariti. Siamo ancora alla rivendicazione della “provocazione” come giustificazione della violenza maschile sulle donne? Una volta la si adoperava nei confronti dello stupro oggi dell’omicidio! Con  la  giustificazione dell’uccisione delle donne,  ai maltrattanti è stato così fornita  una motivazione. Nestola  e Mastronardi dimenticano che il diritto di vita e di morte del pater familias è stato abolito da tempo e che il delitto d’onore, ebbene, fin dal 1981. Questa analisi della violenza alle donne ci appare strumentale ad una strategia che tende non solo a negare la violenza maschile sulle donne ma anche a rovesciarne la responsabilità sulle stesse vittime! Ci piacerebbe che i mass media si rivolgessero anche ai Centri antiviolenza che da otre vent’anni in Italia operano a sostegno di donne vittime di maltrattamento e di violenza e che hanno un osservatorio privilegiato sulla violenza alle donne.

In base ai dati in nostro possesso e alla nostra esperienza, é proprio la incapacità degli uomini di saper vivere e gestire i conflitti con le donne che è il nocciolo della violenza e della furia omicida. Una incapacità che ha origine in una costruzione culturale dell’identità del genere maschile.

Quanto alla tesi  che l’80 per cento delle violenze denunciate sarebbe falsa perché si conclude con il ritiro della querela, che é una tesi che d qualche tempo sentiamo ripetere,  è una fuorviante interpretazione del dato; tra le cause del ritiro della querela da parte delle donne ci sono diverse motivazioni: i tempi lunghi della giustizia e soprattutto  i costi difficilmente sostenibili  per le donne in termini non solo economici ma soprattutto  psicologici nell’affrontare il processo, ed anche la scelta di non voler far finire in galera il padre dei loro figli!

Bologna 28 aprile 2010

Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell’Emilia Romagna
(al quale aderiscono i Centri antiviolenza di Ravenna, Bologna, Lugo, Ferrara, Faenza, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Ferrara, Rimini)


Nome Centro

 

Donne accolte 1° gen.-31 dic. 2009

di cui: italiane

 

  

di cui:

straniere

  

Donne ospitate

 

 

Minori  ospitate/i

  

Totale ospiti

 

  

 Casa delle donne per non subire violenza di BO

 

614

 

374

 

240

 

75

 

42

 

117

 

Centro donne giustizia di FE

 

389

 

186

 

203

 

33

 

11

 

44

 

SOS donna di Faenza

 

136

 

87

 

49 

 

5

 

2 

 

 

 

 

Linearosa di RA

 

445

 

307

 

138 

 

21

 

19

 

40

 

Rompiilsilen-zio di RN

 

92

 

70

 

22

 

_

 

_

 

_

 

Demetra di LUGO

 

39

 

21

 

18

 

5

 

4

 

9

 

Casa delle donne di MO

 

281

 

85

 

196

 

20

 

6

 

26

 

Telefonorosa di PC

 

144

 

103

 

41

 

3

 

5

 

8

 

Nondasola di RE

 

543

 

240

 

303

 

17

 

12

 

29

 

Centro antiviolenza di PR

 

214

 

134

 

80

 

17

 

15

 

32

 

TOTALE

 

 

2.897

 

1.607

 

1.290

 

196

 

116

 

312

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