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BABY TESTIMONI, LA STANZA DELLA VERITA'

La Repubblica
20 05 2011

 
 
Al Tribunale per i minori di Roma è stata appena inaugurata la “stanza d’ascolto” per i bambini. L’ha voluta e poi arredata con cura Melita Cavallo, presidente del tribunale, giudice da sempre in prima linea nei casi difficili, controversi e scabrosi che riguardano i minori vittime di abusi, guerre familiari, violenze, molestie. Sembra una stanza dei giochi, ci sono i colori, le costruzioni, i peluche: qui i bimbi, osservati da magistrati e psicologi, possono esprimere se stessi e ciò che sanno attraverso disegni, racconti, a volte silenzi.
 
Oltre uno specchio i genitori possono udire e guardare ciò che accade senza essere visti. Ce ne sono poche di “stanze d’ascolto” in Italia, eppure nei processi la voce dei baby testimoni è sempre più ascoltata. A volte sono stati proprio i loro disegni a raccontare verità terribili, di quando ad esempio l’Orco si nasconde in famiglia. O in parrocchia. O a scuola. O in palestra. Un esempio di quanto l’indagine psicologica possa essere efficace lo dimostrò nel 1990 un libro sconvolgente di Maria Rita Parsi: “I quaderni delle bambine”, in cui proprio attraverso i disegni e il racconto “analitico” decine di ragazzine rivelarono di aver subito violenza sessuale da parte di adulti, spesso familiari. Ma ascoltare i bambini, capire quando nelle loro testimonianze la verità e la fantasia si fondono,  intercettare una prova o un indizio, è compito arduo e difficile, come dimostra il processo alle maestre di Rignano Flaminio. Ma il vero problema è la formazione degli psicologi, spesso inadeguati a questo delicatissimo compito: le università ne sfornano a migliaia, ma poi soltanto pochi accedono alle scuole di specializzazione “vere”, e soprattutto pochissimi si sottopongono all’analisi personale, unico vero strumento per poter poi decodificare le emozioni altrui. Così si procede a colpi di test pre-confezionati, con le risposte scritte sul retro, come fossero quiz. E gli errori di valutazione, anche gravissimi, sono sempre più diffusi.
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