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L'anoressia che diventa pornografia

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Giornalettismo
18 12 2012

La nuova frontiera del feticismo in rete è il gap ovvero lo "spazio" lasciato tra le gambe esili di ragazze ammalate. Promosso dai siti pro-ana

di Stefania Carboni

Succede anche questo. Spesso le associazioni pro/contro l’anoressia diffondono delle immagini in rete per sensibilizzare sulla malattia o addirittura per promuoverla. Ma le cosce delle ragazze, secondo Buzzfeed, spesso finiscono in siti pornografici e vengono categorizzate come materiale esplicito. E tra ambivalenze di nomi ra le anoressiche vengono usate per promuovere l’hard in rete.

PERICOLOSE – Aspetto curioso (e inquietante) dell’argomento è come le associazioni pro anoressia si infilano nei social network. Basta digitare il tag “gap” ed ecco apparire una serie di immagini di esercizi e ragazze fiere della loro “finezza” con auotscatti su Instagram. Insomma se si cerca la “smagliatura” o meglio lo “spazio” creato da due gambe inesistenti, si trova tutt’altro. Scatti incoraggianti che avvicinano le giovani al grande buco della malattia. “Fallo per il gap, sarai sempre corteggiata” o “Fallo per uno stomaco piatto” sono solo alcune delle frasi nocive che tartassano i feed, incoraggiando a rifiutare i pasti.

HARD – Il settore pornografico ha poi sfruttato la binomia tra smagliature e fessura. Ora, il termine è diventato sessualizzato e usato dagli uomini su siti porno. Secondo Reddit è talmente usato da venire usato come lato B di una donna durante l’atto sessuale. Feticismo? Sarà ma le immagini “sexy” si confondono con quelle degli ambienti thinspo. Spesso per sviare la censura i termini di alcune correnti porno vengono camuffati sotto nomi banali come BBW che sta per indicare le donne un po’ più corpulente, o sport acquatici per nascondere l’ondinismo. Il “gap” però sembra la nuova frontiera e ha invaso il mainstream.

FIND – Google ha registrato una impennata del termine nei search, che ora sono contaminati da siti vietati ai minori, che popolano i primi posti della ricerca. Una tendenza che sembra tutt’altro che decrescere.
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