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IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI ORA URLA IN RETE (Maria Antonietta Calabrò, Corriere della Sera)

I dati contenuti nel rapporto annuale di Amnesty presentato ieri a Roma (e in contemporanea a Londra) sono purtroppo, come sempre, drammatici. In sintesi, secondo Amnesty, nel mondo si tortura di meno, ma il boia lavora di più. In dettaglio, nel 2010 sono stati documentati casi di tortura o di altre forme di maltrattamento in almeno 98 Paesi, (erano 111 nel 2009) processi iniqui in almeno 54 Paesi, limitazioni illegali della libertà in 89 Paesi, (erano 96 nel 2009) e in 23 Paesi sono state eseguite condanne a morte e in 67 sono state emesse condanne a morte. E ancora: è stato richiesto il rilascio di "prigionieri di coscienza" (...) in ben 48 Paesi. Inoltre, due terzi della popolazione mondiale non ha potuto accedere alla giustizia a causa di sistemi giudiziari assenti, corrotti o discriminatori.
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