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Donne e carriera, se lo sport è la strada giusta per il successo

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Corriere della Sera
26 08 2013

Quanto è difficile imparare a vincere e quanto costa a chi ci sta accanto accettarlo?    

di Maria Serena Natale

Indira, amministratore delegato di Pepsi: da ragazza giocava a cricket. Marjorie, ex capo di Uk Publisher Pearson, editrice del Financial Times: faceva rodeo. Ellen, boss del colosso chimico DuPont: basket. Se vuoi avere successo nella vita, comincia dallo sport.
In un’indagine Ernst & Young la maggior parte delle 821 donne manager intervistate si è impegnata nello sport a scuola o all’università. Tanto è bastato a convincere la società finanziaria britannica a lanciare il Women Athletes Global Leadership Network, una rete di sportive decise a trasferire nel lavoro il bagaglio di doti e consapevolezza acquisito in campo atletico.

Cos’hanno di più le donne con un’esperienza di sport alle spalle?

Resistenza, capacità di sopportare le sconfitte, una fiducia in se stesse che si riflette in dettagli che possono fare la differenza. Chi fa sport ha un tono di voce più autorevole, spiega alla Bbc l’esperta di comunicazione americana Karlyn Lothery, ex giocatrice di softball, basket e football. Niente acuti dimessi ed esitanti, ma un’inflessione che esprime sicurezza e chiarezza d’obiettivi. Chi ha fatto gioco di squadra sa indicare un traguardo e spiegare come raggiungerlo.
Lo sport schiude regole e linguaggio di quel mondo di palestre e spogliatoi, reale e metaforico, dove i maschi fanno rete, prendono decisioni. Avvicina al bello della competizione. Insegna a migliorarsi e rapportarsi alla pari con l’interlocutore. Soprattutto, pone la vittoria come valore.
    I ragazzi che puntano al successo sono giudicati positivamente, sin da piccoli sono dei “vincenti”. Le ragazze che vogliono farcela? Poco femminili, ambiziose, arroganti, individualiste…

Certo non vanno sottovalutati gli effetti collaterali: una carriera fallimentare nello sport durante infanzia e adolescenza può avere ricadute negative sull’autostima, non a caso molte ragazze mollano alla soglia della pubertà, in quella zona grigia della vita dove tutto è possibile e l’immagine di sé è una conquista quotidiana, terribilmente fragile.

Quanto è difficile imparare a vincere e quanto costa a chi ci sta accanto accettarlo?
Ps Fa bene e aiuta a stare in forma, anche senza arrivare prime
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