×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 404

La battaglia delle “Donne del Muro”, assaltate perché vogliono pregare

Letto 2548 volte

Articolotre
27 08 2013

Da venticinque anni combattono per il proprio diritto a pregare presso il Muro del Pianto. Le fedeli israeliane, però, sono costantemente oggetto di violenze e offese da parte degli ultra-ortodossi, che le vorrebbero soggiogate al potere maschile. E il governo parteggia per essi.

La battaglia delle "Donne del Muro", assaltate perché vogliono pregare-Redazione- -26 agosto 2013- E' una vera e propria battaglia, quella che si sta consumando di fronte al Muro del Pianto, in Israele, laddove le donne pretendono di pregare come gli uomini e di far officiare la celebrazione da altre donne. Un sacrilegio, per gli ultra-ortodossi, che vorrebbero vedere le fedeli sottoposte a una serie di limitazioni e soggiogogazioni simili a quelle che vengono inflitte alle donne arabe.
Le Donne del Muro però non ci stanno e, così, ogni mese, da 25 anni da questa parte (ovvero da quando una sentenza concesse alle femmine il diritto di pregare presso il Muro) si recano presso il luogo, laddove vengono letteralemente assaltate dai fanatici che lanciano loro addosso pietre e offese, mettendo, tra l'altro, a rischio la sicurezza del sito che dovrebbe essere, almeno in linea teorica, di pace.

Ora la situazione appare degenerata. Gli assalti si sono fatti più feroci e la battaglia non accenna a placarsi. Per questo, il ministro per Gerusalemme de la Diaspora, Naftali Bennet, ha tentato di conciliare le posizioni delle fedeli e quelle degli ultra-ortodossi, predisponendo alle prime un luogo ad hoc che, però, è nei pressi del Muro del Pianto. E che dunque non ha risolto assolutamente niente, ma anzi ha peggiorato ulteriormente la situazione, dato che né le donne, né gli uomini vogliono sottostare ad un simile compromesso.

Il risultato è grave: non solo non si è trovata una soluzione per permettere alle donne di esercitare un proprio diritto, ma, in più, sono stati sprecati 80.000 dollari; quelli, ovvero, spesi per sistemare la piazzetta dell'Arca di Robinson, laddove, secondo il ministro, si sarebbero dovute incontrare ogni mese le fedeli. In tutto ciò, il primo ministro Netanyahu ha semplicemente preso le distanze, di fatto ignorando la questione e, conseguentemente, dando l'impressione neanche troppo velata, di parteggiare per gli ultra-ortodossi.

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook