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Frange radicali, guardarobi perfetti e maghe danzanti

. Per spiegarvi da dove viene, lascio la parola a un’altra probabile frangiuta, Francesca, e alla mail che mi ha scritto:

“Ho appena ritirato i libri di testo di mio figlio (seconda elementare): hanno adottato, come l’anno scorso, Il tempo dei draghi 2, Francesca Fortunato, edizioni Minerva Scuola. Le immagini che ti mando si riferiscono al libro di Lettura”.

Cominciamo. Sirene.
Scrive Francesca: “Questa doppia pagina, come altre nel libro, propone all’allievo/a due personaggi fantastici,uno maschile e uno femminile, di cui sono presentate in modo “divertente” alcune caratteristiche: e propone di identificarsi. Se io fossi… una sirena; Se io fossi… Re Tritone.
E se io fossi… un’aliena in visita sul pianeta e leggessi questa scheda, che idea mi farei dei modelli femminile e maschile proposti da questo libro ai giovani terrestri maschi e femmine di seconda elementare?

Modello maschile (un solo esemplare)
PROFESSIONE: Re
LOOK : non menzionato
DOVERI: non menzionati
CAPACITA’: il suo castello è protetto da un “potente incantesimo”. Ha al suo comando diversi “aiutanti”: “squali come guardie del corpo” e messaggeri (”gamberetti viaggiatori”).
AAA: cercasi… un dipendente, cioè un giullare che lo intrattenga, e che se non riesce bene nel suo intento potrebbe essere, simpaticamente, “preso a codate” dal re.

Modello femminile (molti esemplari, ma intercambiabili)
PROFESSIONE: ? (però hanno “nomi vezzosi”!)
LOOK : tutte indistintamente “belle”, “affascinanti” “capelli meravigliosi” “coroncina con le perle”
DOVERI: Sono tenute a ripettare “alcune regole di comportamento sociale” cioè ben apparire e comportarsi in società (”non farsi vedere in pigiama” “non dire parolacce”).
CAPACITA’: voce meravigliosa
AAA cercasi: il principe azzurro!

In ambito magico non siamo messi meglio. “Nella paginata “Se io fossi… una maga, Se io fossi …un mago” si apprende invece che chi è dedito alla magia, qualora di genere femminile, per le sue pozioni non deve solo apprendere la chimica: deve saper anche “cucinare”, e pure “danzare”.
I maghi maschi invece non si sa che cosa devono studiare; viene detto che passano il tempo a scambiarsi “malefìci” nei loro club segreti, in cui pare si dilettino di crittografia”.

Conclude Francesca:

“Ecco, se tutto ciò avvenisse in un libro dove si offrono modelli di genere vari e aperti, magari penserei che sono io a essere esagerata, ad avere uno sguardo troppo critico. Ma in questo libro, dove quasi tutte le donne adulte sono mamme, e persino la Fata Madrina, invece di fare magie, lava piatti e prepara brodini; e le fantasme si preoccupano del bucato dei lenzuoli dei loro figli; e dove ben tre favole proposte finiscono con una protagonista femminile gentile e buonina che trova l’happy end col principe azzurro, mi sembra che pagine come queste siano particolarmente brutte e poco educative”.

La frangiuta radicale che è in me pensa che questo sia IL problema. Magari, invece di lodare il partito di governo per quanto è stato bravo e attento a sfornare un pacchetto sicurezza agostano, due paroline su questo? Una? Mezza?

 

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