×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 407

Saranno le famiglie gay a salvarci dalla retorica della pubblicità?

Corriere della Sera
30 09 2013

Alla piccola famiglia degli anni 80 bastava il mulino per risuonare nei cuori degli italiani. Alla attuale famiglia liquida, frammentata, ricomposta occorrerà rispondere con narrazioni adeguate, capaci di coglierne il senso profondo

di Monica Fabris*

Le affermazioni di Guido Barilla e le conseguenti reazioni dell’opinione pubblica rappresentano un evento degno della massima attenzione. Cominciamo a vedere la punta di un iceberg destinato a travolgerci. Molto presto manager e imprenditori si renderanno conto di aver assunto un posizionamento nella società del tutto diverso rispetto al passato. Non più chiamati a rispondere soltanto sul terreno dei risultati economici e delle loro implicazioni in termini di ambiente, posti di lavoro, impatto sul settore, sono individuati come attori sociali in senso proprio e interlocutori diretti dei loro consumatori, sempre più cittadini consumatori.  L’aumento della sensibilità politica diffusa, destinata a rivoluzionare le modalità di partecipazione, trova in questa nuova attenzione alle aziende come emittenti di “pensieri aziendali” (come li definisce oggi Luca Barilla), un canale fondamentale.  

Una svolta annunciata da lontano e ben descritto nel lungimirante Societing scritto da mio padre Giampaolo Fabris nel 2000 e oggi più che mai attuale. Guido conosce bene questi temi e il ruolo culturale assunto dalla sua azienda. Mulino Bianco nasce per rispondere a un bisogno di calore e di sogno da parte di una famiglia nucleare, ridotta al numero minimo di componenti, sradicata dalle sue reti parentali. Ma se alla piccola famiglia degli anni 80 bastava il mulino per risuonare nei cuori degli italiani, alla attuale famiglia liquida, frammentata, ricomposta occorrerà rispondere con narrazioni adeguate, capaci di coglierne il senso profondo.  
Le famiglie gay acquistano per questo un significato simbolico decisivo, in quanto portatrici di un nuovo progetto di vita, sempre più aderente all’imperativo dell’autenticità e sempre meno incline alle seduzioni della retorica. Sono questi fenomeni, più di uno – dall’aumento dell’impegno politico, al nuovo ruolo sociale dell’impresa, alla rivoluzione dell’assetto e delle logiche stesse del tessuto famigliare – a giustificare l’eco e la reazioni di questi giorni.  
Usciamo dunque dalla polemica mettiamoci a studiare meglio le questioni in gioco,  come dice Guido Barilla stesso, abbiamo tutti molto da imparare e non solo riguardo alla famiglia.  
L’azienda d’altra parte  dovrà interrogarsi più profondamente sul senso e la missione del suo agire, anche a partire dallo stesso calo dei consumi di pasta, non accontentandosi di semplicistiche spiegazioni legate alla crisi. Responsabili della promozione del nostro prodotto bandiera, non possiamo ignorarne le valenze simboliche e l’intrinseco legame con il vissuto proprio di quelle nuove famiglie di cui veniamo a parlare oggi. Sono temi interconnessi che andranno affrontati insieme all’interno di un progetto culturale e sociale di più ampio respiro.
Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook