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Greenpeace, trasferiti nel carcere di San Pietroburgo i 30 attivisti arrestati

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La Repubblica
11 11 2013
 
Alle 5 di mattina sono stati fatti salire su un treno-prigione che li ha portati verso la città a cui appartiene la giurisdizione del caso. Greenpeace: "Non sappiamo se rappresenterà un miglioramento delle condizioni di detenzione"

I trenta attivisti di Greenpeace arrestati in Russia hanno lasciato il centro di detenzione preventiva di Murmansk per essere trasferiti nel carcere di San Pietroburgo. Questa mattina alle 5 (nella notte in Italia) i trenta ambientalisti, tra cui c'è anche l'italiano Christian D'Alessandro, sono stati fatti salire su un treno-prigione ed hanno lasciato la città che si trova nella parte nord-occidentale del paese. Lo spostamento è dovuto al fatto che i reati di cui sono accusati gli Arctic30 non appartengono alla giurisdizione dei tribunali della regione di Murmansk, bensì a San Pietroburgo.

Il trasferimento sul treno è il modo più comune per trasportare i detenuti in Russia. Vengono suddivisi in speciali carrozze suddivise in celle, solitamente non riscaldate, per quattro persone, con due cuccette di legno su ogni lato. Greepeace, attraverso le parole di Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo dell'associazione in Italia, fa sapere che non è certo se questo trasferimento possa migliorare le condizioni di detenzione degli attivisti: "Non sappiamo ancora se il trasferimento rappresenterà o meno un miglioramento delle condizioni in rispetto dei diritti umani fondamentali. Abbiamo fatto quanto in nostro potere per assicurare che viaggino in condizioni umane".
 
Per il momento resta a carico degli Arctic30, 28 attivisti e 2 giornalisti, sia l'accusa di vandalismo che quella di pirateria, che ufficialmente non è mai stata ritirata, nonostante le dichiarazioni delle autorità russe. Tutti sono stati arrestati in seguito all'azione di protesta del 18 settembre, contro una piattaforma petrolifera di Gazprom nel mare di Pechora. Onufrio ha ribadito l'innocenza degli attivisti: "La loro incarcerazione è semplicemente illegittima. Non sono nè vandali, nè pirati. Sono innocenti e devono essere scarcerati subito. La protesta pacifica per la difesa dell'Artico non è un crimine, ma un grande servizio reso all'umanità".
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