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Governo: nomi di omofobe alle pari opportunità

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Gli Altri
20 02 2014

La lista dei ministri è quasi pronta ed emergono notizie non confortanti. Nel balletto delle nomine forse Emma Bonino salverà il suo ruolo di ministro degli Esteri, ad altre donne, purtroppo spetteranno dicasteri minori e soliti.

Certo si tratta di un governo con un pezzo reazionario, di una destra tra l’altro ad alto contenuto di politici cattolici reazionari, ma caro Matteo Renzi, nonostante tu sia “timido” sui temi riguardanti le pari opportunità e i diritti non è che puoi proprio svendere il patrimonio laico, liberale e di sinistra delle grandi famiglie politiche europee, per concederlo ai clericali. Tra una donna che sostiene tesi omofobe, magari invece impegnata sulla violenza alle donne, cioè schizofrenica rispetto alla reale mission del ministero, è preferibile un uomo preparato, coerente con le linee guida della Ue e della Costituzione.

In queste ore fa impressione il silenzio molliccio della sinistra interna, in cui si favoleggia di un documento da proporre a Renzi scritto da una stretta cerchia di uomini, di cui non è dato sapere il contenuto. E mentre le donne del Pd, quelle che contano, come sempre stanno zitte nei momenti in cui sarebbe necessario intervenire, si rischia che con il fatto che i media sono tutti intenti a scommettere su chi occuperà le caselle dei ministeri economici, il Pd si venda l’anima su temi come la cultura, i diritti, la sanità.

Se questo è il rinnovamento, s’inizia molto male, buttando a mare propri insediamenti politici per regalarli a una destra ben intenzionata a riportarci nel medioevo che fu.

Per essere ancora più espliciti i nomi che circolano in queste ore per il risorto ministero delle Pari opportunità e Diritti sono quello di Isabella Rauti, esperta sostenitrice di politiche securitarie per fronteggiare il femminicidio, esponente della destra più omofoba, e quello di Silvia Costa parlamentare europea del Pd, già donna di punta della Dc, fiera oppositrice di leggi sul riconoscimento delle coppie gay. Beh certo se questo è il nuovo che avanza arridateci Maria Eletta Martini!

Aurelio Mancuso

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