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Misure di contrasto alla violenza sulle donne, il Governo deve fare di più

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l'Unità
19 06 2014

Sulle politiche di contrasto alla violenza di genere il Governo deve operare una svolta e fare di più: mettere il tema al centro dell’agenda politica, riattivare i tavoli interministeriali tra istituzioni ed associazioni per elaborare il nuovo Piano nazionale antiviolenza, interrotti mesi fa e mai riconvocati, rilanciare un impegno serio, non episodico, non verticistico ma condiviso con la Rete di centri territoriali, che fanno, spesso in solitudine, un prezioso lavoro di prossimità.

L’ho chiesto, ieri, direttamente al sottosegretario Ivan Scalfarotto, nel corso della seduta della Commissione Affari sociali della Camera, dove si é discussa una mia interrogazione sul tema.

Ho ringraziato il sottosegretario per la risposta soprattutto perché è stata segnata una data precisa rispetto al riparto dei Fondi per i centri, e per la bozza di decreto che dovrà essere operativa per luglio: mi ritengo, tuttavia, insoddisfatta, perché non vedo da parte del Governo un’azione decisa su un tema che, alla luce di sempre nuovi episodi, è di continua emergenza. Il sottosegretario ci ha portato contenuti che conosciamo già, elencando azioni che abbiamo contribuito a costruire, con fondi che abbiamo stanziato.

Ma il Governo in carica, sul tema, cos’ha fatto? La sensazione è che si proceda a rilento e in modo occasionale. Manca un Ministro alle pari opportunità, e non è stata neppure assegnata la delega politica all’interno del Governo. Manca, quindi, una guida ferma, che tenga l’attenzione salda su una questione centrale di civiltà, che riprende continuo vigore con i drammatici casi di cronaca e ci impegnerà ulteriormente con l’ingresso nella fase operativa della Convenzione di Istanbul, che abbiamo ratificato nei mesi scorsi.

Delia Murer

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