Hong Kong, l'abc della protesta che sta sfidando Pechino

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01 10 2014

Il movimento che sta tenendo sotto scacco Hong Kong e il governo cinese è iniziato molto tempo fa, ma con #Occupycentral si arriva per la prima volta al confronto diretto con Pechino. Quel che c'è da sapere per capire cosa sta succedendo nella metropoli ex colonia britannica.

UN MOVIMENTO "IN CRESCENDO"

PECHINO - Hong Kong non sarà una seconda Tian'anmen. Lo dice il Global Times. E il China Daily copre le proteste come quasi ogni altro media di stato: l'ex colonia britannica è nel caos. E su questo non c'è molto da discutere. Ieri un migliaio di lavoratori è entrato in sciopero per solidarietà con i manifestanti. E non tornerà a lavorare fino a quando il movimento Occupy Central non arriverà a conclusione. Diverse filiali bancarie non hanno aperto e la borsa ha chiuso perdendo l'1,9. L'autorità monetaria, di fatto la banca centrale della città, si è dichiarata pronta “a iniettare liquidità nel sistema bancario qualora si rendesse necessario”. I negozi hanno chiuso e anche le scuole.

I manifestanti chiedono che il voto con cui nel 2017 dovranno scegliere il governatore della loro città - per la prima volta tramite suffragio universale - sia veramente libero. Ma Pechino, a cui l'ex colonia britannica è stata restituita nel 1997, ha specificato che “solo i candidati patriottici sono eleggibili”. Riducendo di fatto lo spazio di democrazia precedentemente concesso. Ma come siamo arrivati a questo punto?

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