×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 407

Istat, peggiora la deflazione. Inps: ‘Pensionati, 43% sotto 1000 euro al mese’

Etichettato sotto

Il Fatto Quotidiano
14 10 2014

Nel mese di settembre 2014 l’indice dei prezzi è sceso dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2013. Le stime provvisorie, spiega l'istituto di statistica, erano più ottimiste rispetto ai dati definitivi. Alla presentazione del Bilancio Inps, alcuni lavoratori Usb contestano il ministro Poletti che anticipa: "Nella legge di stabilità né tagli né aggiunte alle pensioni"

 

In Italia quasi la metà dei pensionati ha un reddito inferiore a mille euro al mese, mentre il 13,4% non supera i 500 euro. E, in totale, è il 70% ad avere meno di 1.500 euro. E’ quanto emerge dal Bilancio sociale dell’Inps, riferito ai dati del 2013. Pensioni per le quali non sono previsti interventi specifici nella legge di stabilità, ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervenuto a margine della presentazione a Roma. ”Domani facciamo la discussione – ha detto – per ora non ci sono né tagli né aggiunte”. Durante la presentazione un gruppo di una ventina di rappresentanti Usb è entrato nella sala ed è salito sul palco interrompendola con cartelli con scritto ‘No al jobs act‘”. “Lo chiamano contratto a tutele crescenti” hanno urlato ma “non ha tutele. State cancellando i diritti”.

Dal report Inps emergono, tra gli altri, anche il calo dei lavoratori pubblici rispetto al 2012 e l’aumento della spesa per gli ammortizzatori sociali, nel giorno in cui l’Istat rileva che la deflazione non si arresta, anzi peggiora. Nel mese di settembre 2014 l’indice dei prezzi è sceso dello 0,2% rispetto allo stesso mese del 2013. L’istituto di statistica, inoltre, sottolinea che che i dati definitivi sono peggiori delle stime provvisorie (-0,1%). Su base mensile i prezzi sono scesi dello 0,4%.

Inps: dati su pensionati e lavoratori – Secondo quanto scrive il Bilancio sociale dell’Inps, nel 2013 quasi la metà dei pensionati (il 43,5%, pari a 6,8 milioni di persone), aveva un reddito pensionistico inferiore a mille euro al mese. Oltre 2,1 milioni di pensionati (il 13,4%) aveva un reddito inferiore ai 500 euro mentre quasi il 70% aveva meno di 1.500 euro al mese. Rispetto al 2012, inoltre, calano i lavoratori pubblici che scendono di 64.491 unità (-2,1%). I dipendenti del settore privato sono diminuiti di 140.195 unità (-1,1%) mentre i parasubordinati hanno perso oltre 100.000 iscritti (-9,3). Nel complesso gli iscritti sono diminuiti di 357.000 unità.

La consistenza media annua dei lavoratori dipendenti privati (escluso il lavoro domestico e gli operai agricoli) è diminuita di quasi 313mila unità ma la riduzione è imputabile soprattutto al crollo degli operai (-229.700 con un -3,5%) che, comunque, sono ancora il 52% dei dipendenti. Per operai, però, non si intendono solo le tute blu ma anche coloro che hanno questa qualifica nei servizi. I dipendenti privati nel complesso nell’anno erano 11.983.264 (-2,5%).

Nel 2013 i lavoratori domestici iscritti all’Inps erano 749.840 con una riduzione rispetto al 2012 di 42.858 unità (-5,4%). Un calo che risulta più marcato fra i maschi (-18,6%) rispetto alle donne (-2,8%) ma soprattutto sconta un calo tra gli stranieri (47.098 in meno con un -7,4%). Per i collaboratori domestici italiani si registra un aumento (4.240 unità in più con un +2,8%). Solo il 21% dei domestici è italiano ma in soli due anni la crescita degli italiani tra le colf è stata quasi del 4,0%.

Ammortizzatori sociali e bilancio Inps – Al netto dei contributi figurativi, la spesa per gli ammortizzatori sociali nel 2013 è risultata pari 14.514 milioni, con un aumento di 1.982 milioni (+15,8%) sul 2012. L’Inps inoltre precisa che se e a tale importo si aggiunge la spesa per contributi figurativi di 9.077 milioni si ha una spesa di 23.591 milioni di euro (+4,1%). La spesa totale (inclusi i contributi figurativi) è finanziata per il 38,3% dai contributi a carico di imprese e lavoratori e, per il 61,7%, dagli oneri a carico dello Stato.

Il saldo tra entrate e uscite dell’istituto di previdenza nel 2013 è negativo con un disavanzo complessivo di 8,7 miliardi determinato per lo più dalla parte corrente e registra un miglioramento di circa 1 miliardo rispetto al disavanzo di 9,7 miliardi del 2012. Le entrate sono state pari a 397,7 miliardi (+4,1%) mentre le uscite hanno raggiunto quota 406,4 milioni (+3,8%).

Istat: peggiora la deflazione – A settembre l’inflazione diminuisce dello 0,4% su base mensile e dello 0,2% su base annua. Rispetto alla stima provvisoria dell’istituto il dato è peggiore, sul mese infatti la stima era -0,3% e su anno -0,1%. La maggiore flessione su base annua dell’indice generale (ad agosto era -0,1%) è principalmente dovuta all’accentuarsi del calo tendenziale dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (-2,8%, da -1,2% di agosto) e al rallentamento della crescita annua dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3%, da +0,7% del mese precedente), ampliatosi con il rilascio dei dati definitivi; andamenti solo in parte bilanciati dal ridursi della flessione dei prezzi degli alimentari non lavorati (-0,9%, da -1,8% di agosto).

Il ribasso mensile dell’indice generale è imputabile innanzitutto al calo dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (-4,8%) – influenzati da fattori stagionali – e, in misura più contenuta, alla diminuzione congiunturale dei prezzi degli energetici non regolamentati (-0,6%); contribuisce, inoltre, il calo dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,1%), anch’essi condizionati da fattori stagionali.

Rispetto a settembre 2013, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,6% (lo stesso valore di agosto) e il tasso di crescita dei prezzi dei servizi resta stabile allo 0,6%. Pertanto il differenziale inflazionistico tra servizi e beni non varia rispetto ad agosto 2014. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base mensile e fanno registrare un tasso tendenziale nullo (da -0,2% del mese precedente).

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook