Messico, folla assale palazzo presidenziale: “Giustizia per i 43 studenti uccisi”

Il Fatto Quotidiano
09 11 2014

E’ esplosa la collera in Messico dopo l'annuncio del massacro di 43 studenti "desaparecidos" di Iguala ad opera di tre sicari del gruppo narcos Guerreros Unidos. Alcuni giovani hanno assaltato la sede del governo e tentato di incendiare il portone del palazzo

Giornata di proteste e scontri in Messico, dopo l’annuncio del massacro di 43 studenti “desaparecidos” di Iguala ad opera di tre sicari del gruppo narcos Guerreros Unidos. Nella capitale alcuni giovani hanno assaltato la sede del governo, mentre il presidente Enrique Pena Nieto si apprestava a partire per un viaggio di sei giorni tra Cina e Australia, lasciando un Paese in grande fibrillazione.

La protesta si è scatenata sabato sera a Città del Messico. Dopo un corteo massiccio per le strade della capitale, per chiedere la verità sul massacro, una ventina di persone a volto coperto hanno assaltato il Palazzo Nazionale, sede della presidenza, tentando di forzare l’ingresso e lanciando bottiglie molotov, che hanno provocato un incendio, poi spento dall’intervento – tardivo – della polizia, che non presidiava la zona. Poi, sempre all’ingresso dell’edificio, è comparsa una scritta “li vogliamo vivi“. Qualche ora prima, nella capitale dello Stato di Guerrero, dove gli studenti erano scomparsi lo scorso 26 settembre, circa 300 ragazzi hanno bruciato una decina di auto davanti alla sede del governo regionale, rompendo i vetri della facciata.

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook