Arabia Saudita, due donne arrestate per aver sfidato il divieto di guida

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Le persone e la dignità
09 12 2014

Le avevano arrestate il primo dicembre per aver violato il divieto di guida alle donne. E oggi sono ancora in carcere. Domenica 7 dicembre il giudice ha deciso che le due saudite dovranno restare in cella almeno altri 25 giorni. Una pena incredibile per le due donne che fanno parte del movimento women2drive, nato lo scorso anno per contrastare un divieto che limita fortemente la libertà di movimento delle cittadine e che appare assolutamente anacronistico come avevamo raccontato in questo post.

Secondo le fondatrici della campagna del 26 ottobre 2013 al divieto di guida sono legate altre norme che mettono le vite delle donne totalmente nelle mani dei mariti, dei padri o dei fratelli.

Il 30 novembre Loujain al-Hathloul, che ha 25 anni ed, insieme all’altra conducente arrestata, ha più di 335mila followers su Twitter, ha deciso di sfidare le autorità saudite arrivando in macchina dagli Emirati Arabi Uniti, un Paese che, come quasi tutto il resto del mondo, permette alle donne di mettersi al volante.

“L’obiettivo era di far vedere al mondo – ha spiegato un’attivista sotto la promessa dell’anonimato – quanto fosse assurdo non poter guidare nel proprio Paese”.

Per questo la ragazza ha girato un video mentre guidava verso la frontiera e l’ha postato su Youtube. Pochi minuti dopo è stata fermata al confine e trattenuta lì dalla polizia per 24 ore.


Il giorno dopo una sua amica, Maysa al-Amoudi, 33 anni, si mette anche lei al volante per portare all’amica cibo, acqua e una coperta ma viene anche lei arrestata. La sorella di Maysa, Hannah al-Amoudi, ha raccontato che le autorità il 7 dicembre hanno notificato alla famiglia che la detenzione veniva estesa per altri 25 giorni ma non hanno dato alcuna spiegazione legale. Le due donne, che sono rinchiuse in due carceri diversi, sono state interrogate senza la presenza di un avvocato ma hanno avuto la possibilità di vedere i famigliari.

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