D I S . A M B . I G U A N D O
16 12 2014
Qualche giorno fa Laura, che insegna in un liceo classico di Como, ha postato sulla mia bacheca Facebook un’immagine proveniente da un libretto di istruzioni per smartphone Samsung. La vignetta (clic per ingrandirla) ha bisogno di pochi commenti, perché sono subito chiari gli stereotipi di genere che esprime e implica.
Il padre usa lo smartphone «già da tanto tempo», dunque lo conosce bene, è un esperto; per la madre, invece, «le innovazioni sono una novità» (sic), il che farebbe sorridere se fosse solo una tautologia, ma in realtà vuol dire (in malo modo) che lei, poverina, arriva alle innovazioni per ultima, o almeno più tardi del marito, e perciò le vive con disagio o addirittura con ansia; la figlia è «timida e riflessiva», il che non riguarda solo il modo in cui usa lo smartphone, ovviamente, ma certo vi incide, visto che questo tratto del suo carattere è annotato in un libretto di istruzioni per Galaxy; il figlio, infine, nonostante sia il più piccolo, è «vivace e curioso», il che comporta che non abbia resistenze né esitazioni nemmeno con lo smartphone, come dimostra il fatto che è proprio a lui a tenerlo in mano, agitandolo in aria tutto contento.
C’è qualcosa di vero negli stereotipi di genere che la vignetta mette in scena? Certo che sì, perché ogni stereotipo contiene un nucleo di verità. Ma a furia di ripeterli, gli stereotipi di genere, si finisce per alimentarli, rinforzarli, renderli sempre più rigidi e ingabbianti. Pensiamo ai bambini e alle bambine che, fin dalla nascita, si vedono rappresentati, i primi, come «vivaci e curiosi», le seconde come «timide e riflessive». Con gli smartphone e nella vita. Incideranno o meno queste etichette sul modo in cui cresceranno e useranno smartphone, tablet, computer e compagnia bella? Non la singola vignetta (sarebbe sciocco sostenerlo), ma dieci, cento, mille, un milione come questa, sì. E allora guardiamoci intorno: quante volte i libri di scuola, i cartoni animati, i videogiochi, la tv, i fumetti, gli/le insegnanti, le famiglie ripetono scene del genere? Dieci, cento, mille, un milione di volte.