Tra retorica e guerra

Comune.info
12 01 2015

di Enrico Euli*

Anche in Italia c’è preoccupazione per la libertà di espressione. Si teme possa ritornare. La Cattiveria di Kotimkin sul Fatto apre alle riflessioni sulla manifestazione di oggi a Parigi. Un corteo zuppo di retorica tardoilluminista, guidato da dittatori finti democratici che governano senza democrazia, partecipato dai soliti progressisti che innalzano matite e bandierine arcobaleno. Roba davvero ridìcola, totalmente anacronistica, e peraltro menzognera. E davvero di parte, a uso e consumo della nostra ‘pace perduta e ancora agognata’, come se fosse ancora possibile è giusto essere in pace noi, mentre altri muoiono anche per mano nostra.

L’ipocrisia dei ‘democratici’ è poi completa con l’esclusione della Le Pen dal corteo. Ma allora perchè accettare Nethanyau? E se si presentassero Assad o Al Sisi? Chi dà il patentino di democratico repubblicano, e chi lo toglie? Chi può farlo davvero oggi ?

Tutto questo, comunque, sarà spazzato via, è già spazzato via dal terrore e dalla guerra. La retorica di cui ancora ci ammantiamo non potrà nulla contro la violenza che sale in spire senza scampo. La violenza che è anche, soprattutto nostra, e che si ripresenta mostrificata nei nostri figli e concittadini ‘terroristi’, nei mostri stranieri in forma familiare, nei perturbanti emblemi del nostro fallimento e delle nostre stesse efferatezze. Vedere il film di Eastwood American sniper, se ancora servisse aggiungere qualche elemento, resta piuttosto istruttivo su quelle che ci ostiniamo a chiamare ‘missioni di pace’. E su quella che è la base fondamentalista della nostra civiltà occidentale: la guerra. E non si intravvedono apprendimenti significativi e cambiamenti sensati su questo fronte, anzi…

Tra guerra, di stato o di individui, da un lato, e retorica della pace e della libertà dall’altro, resteremo schiacciati come mosche sul vetro. Siamo già schiacciati, ed è l’impotenza attuale a dimostrarlo. Inutile fare messe e riti esorcistici per le strade di Parigi. La pace è finita, andate in guerra.

 

 

* Ricercatore universitario e docente di Metodologie e tecniche del gioco, del lavoro di gruppo e dell’animazione, è autore di numerosi articoli e libri. Cura il blog Saturnalia, dal nome delle feste popolari di Roma antica (in onore di Saturno), durante le quali si scambiavano auguri e doni e, soprattutto, era concesso agli schiavi di prendere il posto dei padroni.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Gennaio 2015 15:11
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