Eternit, parti civili: ‘Omicidio colposo per tornare in tribunale’. L’oncologo: ‘Stime paurose su morti’

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Il Fatto Quotidiano
17 02 2015

“Vogliamo continuare a lottare, perché vogliamo dare giustizia a chi è morto”. Nonostante la recente sentenza di Cassazione, che ha assolto l’imputato Schmidheini e considerato prescritto il reato, a Casale Monferrato (Alessandria) la popolazione non si arrende. L’Osservatorio Nazionale per l’Amianto (Ona) si sta riorganizzando per riportare in tribunale il patron della Eternit.

“Bisogna formulare un nuovo capo d’imputazione – spiega Ezio Bonanni, avvocato di parte civile nel processo Eternit – facendo riferimento al possibile omicidio colposo, per il quale non ci sarebbe stata la prescrizione”. Intanto a Casale, come in tutta Italia, si aspetta l’onda lunga delle morti da amianto. “È un’epidemia” spiega Luciano Mutti, oncologo e presidente del Gruppo Italiano Mesotelioma (Gime) “nei prossimi decenni moriranno per esposizione all’amianto 500mila uomini, 1500 all’anno in Italia, 2500 nel Regno Unito” di Cosimo Caridi.

 

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