Informazione e Rom: solita storia ignobile

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Comune-info
23 02 2015

Uno dei due autorevoli e facoltosi quotidiani di carta stampata della Sardegna inventa di sana pianta una ridicola storia lasciando immaginare malaffare, corruzione o favoreggiamenti della Regione nei confronti dei Rom. L’Ansa, l’altro grande quotidiano locale e molti altri fanno rimbalzare con gravissima superficialità la falsa notizia. Peccato che il campo “nomade” dove sarebbero finite le roulotte che la Regione, “cliente privilegiata delle famiglie Rom”, voleva rottamare non esista più dal 2012. Si fa veramente molta, troppa fatica a credere che si tratti solo di incompetenza…


Arriva da «La Nuova Sardegna» l’ennesima notizia farlocca contro i Rom. Venerdì 13 febbraio, il quotidiano «La Nuova Sardegna» ha pubblicato un articolo, a firma di Mauro Lissia, con il titolo «Roulotte della Regione finite al campo Rom».

L’occhiello spiega che una parte delle 117 roulotte che la Regione aveva deciso di rottamare, pagando, «sono comparse tra i nomadi» e ancora, nel corpo dell’articolo, si legge «sono ricomparse nel campo della 554».

Quanto scritto fa ben intendere che i Rom del Campo sulla 554 sono coinvolti in un episodio di malaffare.

Scorrendo l’articolo si legge ancora che «decine e decine di roulotte ricomparvero d’incanto al Campo Rom sulla statale 554» e infine una frase ad effetto del giornalista riferisce che «la Regione era già “cliente” privilegiata delle famiglie Rom».

uid_14ba3e7d422.640.0La notizia è farlocca ma, prendendo da Lissia, ci sono cascati tutti, dall’Ansa a «L’Unione Sarda» e a numerosi giornali online, fino a diverse testate della penisola, suscitando ancora una volta, allarme e odio indiscriminato verso l’ìntera etnia.

Eppure quel campo non esiste più e non avrebbe mai potuto contenere così tante roulotte.

Da quanto si scrive è ben chiaro che si tratta di cose al di fuori dalla legalità ma, CHE C’ENTRANO I ROM? Nulla, assolutamente nulla.

Alla base della non-notizia ce n’è una vecchia, quella riguardante il traffico di pc e altri materiali elettronici degli uffici regionali per cui devono essere ancora giudicati alcuni funzionari dal cognome “sardissimo”.

Quello stesso filone d’inchiesta sul finto smaltimento dei pc avrebbe portato alla scoperta che le roulotte di cui fu attestata la demolizione non siano mai state rottamate e che alcune siano state addirittura rivendute.

Dunque, una vecchia notizia viene presentata come di oggi e i Rom sbattuti ancora una volta in prima pagina.

Un lettore distratto è indotto in errore fino al punto da ritenere logiche alcune ipotesi che lo stesso giornalista azzarda contradditoriamente nell’articolo del giorno seguente: che alcune roulotte, anch’esse «sparite nel nulla», siano state bruciate «probabilmente al Campo Rom».

Insomma, quelle roulotte non sono mai state trovate al Campo Rom, né ieri né tanto meno oggi, dato che è chiuso già dal 2012.

Perché vengono pubblicate simili “notizie”? Ci risulta che il giornalista ben conosca la differenza fra il passato e il presente, il condizionale e l’indicativo, fra la notizia e la fantasia, come anche fra rom e nomade. E ancora una volta ci domandiamo chi risarcirà il danno di tanta insulsa propaganda, che ricade indistintamente su ciascun rom e particolarmente sui bambini, ai quali viene così riservato un futuro ancora pieno di diffidenza, discriminazione ed esclusione.

Per le sue estese ragioni, l’Asce – Associazione Sarda Contro l’Emarginazione – ha deciso di presentare un esposto all’Ordine dei giornalisti e, attraverso i propri legali, chiedere il giudizio della magistratura.


(*) Questo articolo è stato ripreso dalla Bottega del Barbieri Il titolo del post, “Ville e roulottes: maledetti Rom”, spiega Daniele, è ripreso dal comunicato: la parola «ville» fa riferimento a una vicenda precedente (altro caso esemplare di informazione pregiudizialmente anti-Rom) che fuori dalla Sardegna è del tutto sconosciuta. Chi vuole può leggerla su https://ascesardegna.wordpress.com/ cioè sul bel sito dell’Asce. L’ultimo passaggio di questa storia è così riassunto da un comunicato dell’Asce, datato 9 gennaio: «è giunta oggi la notizia che il processo che vedrà imputati i giornalisti Ruffi e Casu per aver prodotto e pubblicato gli articoli-bufala della ville con piscina, marmi e vasche idromassaggio ai rom dell’ex Campo sulla 554, si terrà il prossimo 2 aprile. Parti lese sono Saltana Ahmetovic e il sottoscritto in qualità di presidente dell’Asce. Sarà un’occasione importante, tanto più se si dovesse ottenere una punizione esemplare, che ci aiuterebbe a porre un freno al dilagare delle notizie inventate o pompate ad arte per puro odio razziale. Ne avevamo già parlato: l’idea di costituirci parte civile ci servirà per chiedere un risarcimento danni a carico dell’Unione Sarda. Da spendere naturalmente a favore delle comunità rom, in borse di studio o di lavoro. Verificheremo anche se sarà possibile il riconoscimento della parte civile anche per DOSTA, l’Associazione dei Rom».

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