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Alfano il divieto di trascrizione resta

Circolo Mario Mieli
12 03 2015

La decisione del Tar del Lazio non cambia la regola: resta che le nozze gay celebrate all’estero non si possono trascrivere. Se accade, come è successo a Roma, l’unica differenza introdotta dai giudici amministrativi è che l’annullamento spetta alla magistratura ordinaria.

È quanto sostiene il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, intervenuto a a Omnibus su La7: i matrimoni tra omosessuali «non si possono trascrivere, questo dice il Tar del Lazio. È vero che l’atto di cancellazione, secondo lo stesso Tar, non lo devono fare i prefetti ma i giudici, ma la sostanza rimane ed è la terza conferma dopo la Corte di Cassazione e la Corte costituzionale».

«Ho solo fatto rispettare la legge»

«Altri giudici – ricorda Alfano – avevano dato ragione a noi». E se il Tar del Lazio «ha deciso in modo diverso sulla competenza», non ha introdotto novità «dal punto di vista giuridico». E «in ogni caso non è il vangelo ma un Tar, ci saranno altri gradi di giudizio e vedremo».

Io, conclude il ministro, «ho semplicemente fatto rispettare la legge: c’è nel nostro ordinamento il divieto che due persone dello stesso sesso si sposino, se lo fanno all’estero e pretendono poi di trascriverlo in Italia fanno un atto in violazione della legge».

La motivazione del Tar

E in effetti nella motivazione della sentenza del Tar si legge che le coppie omosessuali, in base alle norme in vigore, «non vantano in Italia né un diritto a contrarre matrimonio, né la pretesa alla trascrizione di unioni celebrate all’estero, anche se le unioni tra persone dello stesso sesso non possono essere considerate contrarie all’ordine pubblico».

Tutto ciò «fatto salvo un intervento legislativo al riguardo, che ponga la legislazione del nostro Paese in linea con quella di altri Stati, europei e non».

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