Non sapevano che eravamo semi

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27 04 2015

Il 17 aprile è partita la Carovana per i Desaparecidos di Ayotzinapa e del Messico per denunciare la grave crisi dei diritti in Messico, chiedere giustizia, costruire nuove alleanze. Dopo un mese negli Stati uniti, ora tocca all’Europa: 13 paesi in 33 giorni. Il 28 aprile la Carovana è a Milano e il giorno dopo a Roma. Si può seguire la carovana su Twitter con l’hashtag #EuroCaravana43. Questo il messaggio diffuso per la tappa in Italia.

 

VOLEVANO SEPPELLIRCI,

NON SAPEVANO CHE ERAVAMO SEMI.

AI COMPAGNI E ALLE COMPAGNE DI ROMA,

Siamo a poco più di sei mesi dalla tragica notte di Iguala, nello stato di Guerrero, quando una manifestazione di studenti della Normale Rurale di Ayotzinapa veniva repressa brutalmente da gruppi armati appartenenti alle forze di polizia e a gruppi affiliati al crimine locale.

Quella notte tre compagni sono stati assassinati e decine di studenti sequestrati: 43 di loro oggi risultano ancora desaparecidos. La protesta da mesi sta infiammando il Messico; movimenti sociali, basi d’appoggio dell’Ezln, il Congresso Nazionale Indigeno, sindacati degli insegnanti si sono uniti al grido di rabbia dei familiari dei compagni sequestrati, alla “digna lucha” per il ritorno a casa dei ragazzi.

Il governo Peña Nieto ha risposto con la repressione, coprendo le responsabilità di tutti i poteri dello Stato e sostenendo la versione ufficiale offerta dalla Procuradorìa General di Città del Messico, secondo la quale gli studenti sarebbero stati uccisi dalla sola criminalità in collusione con la polizia locale. Di fronte a questo muro di violenze e falsità, i comitati dei familiari e degli studenti hanno deciso di internazionalizzare la lotta, portando la protesta fuori dai confini messicani.

All’interno del primo “Festival mondiale delle ribellioni e delle resistenze contro il capitalismo” di gennaio, organizzato dall’Ezln, è maturata l’idea di preparare una delegazione di familiari e studenti in Europa e portare la mobilitazione in quattoridici paesi del continente, anche per ricordare la connivenza dell’Unione Europea con il governo corrotto e repressivo del PRI.

In Italia, la carovana passerà per Milano il 28 aprile e il 29 sarà a Roma, per un presidio mattutino sotto l’ambasciata del Messico e una successiva iniziativa presso la città universitaria. Il 17 Aprile ci sarà un’iniziativa di avvicinamento al Casale Alba2, per approfondire la questione di Ayotzinapa anche nel racconto dei compagni di ritorno dal Messico: a seguire, serata danzante cumbiera.

“Ho sognato che Ayotzinapa svegliava il mondo” è uno degli slogan gridati dagli studenti messicani nelle ultime manifestazioni. È necessario sostenere attivamente questo sogno: perché la vicenda di Ayotzinapa appare, in tutta la sua brutalità, paradigmatica della violenza e dell’ingiustizia quotidianamente perpetrate da un supposto stato democratico, il Messico.

Affinché ciò che è accaduto il 26 settembre non cada nell’oblio, per chiedere la liberazione in vita dei 43 studenti scomparsi, invitiamo tutte le realtà autorganizzate, gli spazi sociali e i collettivi, a partecipare e costruire insieme questa giornata di lotta con i familiari dei desaparecidos di Ayotzinapa, perché possano trovare sostegno e solidarietà nella loro lotta per la verità e la giustizia sociale anche al di fuori dei confini messicani.

¡PORQUE VIVOS SE LOS LLEVARON, VIVOS LOS QUEREMOS!

Evento romano (29 aprile) su facebook.

Ore 11, presidio sotto l’Ambasciata messicana (via L. Spallanzani)
Ore 13, pranzo presso il pratone della Sapienza
Ore 15, incontro pubblico con la delegazione presso la Facoltà di Lettere della Sapienza
Ore 20, cena presso Acrobax (via della Vasca Navale) per finanziare le spese della carovana

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