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Tra i templi distrutti di Bhaktapur e Patan tesori perduti del Nepal


I crolli continuano e ad ogni schianto dai vicoli si alzano nuvole di polvere. I residenti stanno a guardare al centro delle piazze. Non piangono, non gridano, non scavano tra le macerie e aspettano. "Sotto - dice Kabindra, tessitore di tappeti ci sono centinaia di persone. Non possiamo più salvarle, dobbiamo prima riuscire a sopravvivere". È una corazza emotiva forgiata nei secoli da centinaia di drammi quotidiani. Non c'è tempo per i morti, contano i vivi.
Giampaolo Visetti, La Repubblica 
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