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Tutti i mezzi di Adinolfi & Co. per portare gente alla manifestazione contro il gender. #Vergogna

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LezPop
19 06 2015

Per sabato 20 giugno, il comitato “Difendiamo i nostri figli” ha organizzato una manifestazione a Roma contro la famigerata ideologia di gender. Siamo a giugno, il mese dell’orgoglio LGBT, e queste persone sperano di replicare il “successo” del Family Day che nel 2007 bloccò i Di.Co., l’allora proposta di legge sulle unioni omosessuali. Siccome sono per la per la democrazia e per la libertà di espressione, gli auguro ogni bene. Peccato che per portare gente in piazza il comitato di Adinolfi & Co. utilizzi tutti i mezzi possibili, leciti e meno leciti.

Qualche giorno fa, sui social girava questa lettera, spedita dalla preside un istituto scolastico romano ai genitori, in cui li si invitava ad andare alla manifestazione per difendere i loro figli dall’indottrinamento gender. Non è chiaro se si tratti di un falso o di un abuso d’ufficio - la circolare è la numero 289 e sul sito dell’istituto le circolari si fermano alla 288 – in più il nome della preside Anna Maria Altieri nelle ultime circolari è sempre barrato e sostituito con quello di Maria Lombardo, tranne in questa.

Grazie alla segnalazione di un nostro lettore, abbiamo anche scoperto che i gruppi neocatecuminali (quelli di Gandolfini, per intenderci) inviano messaggi su Whatsapp di questo tipo.

Insomma, un vero e proprio ricatto morale. Qualcosa che, sinceramente, mi lascia senza parole. È come se un’associazione LGBT per portare persone al Pride dicesse: «Se non vieni non farai mai più sesso in vita tua», oppure «Se non vieni non sei più gay».

Capisco che quando ti sta a cuore una battaglia, il tuo scopo è coinvolgere quante più persone possibili. Capisco che quest’anno, a differenza del 2007, alle associazioni ultra cattoliche manchi l’appoggio diretto della Chiesa, e capisco anche che, a differenza del 2007, questi signori si sentano “accerchiati”, se persino la “cattolicissima” Irlanda ha introdotto i matrimoni egualitari.

Quello che non capisco, e sinceramente vorrei non capirlo mai, è come si possa essere così meschini nell’usare dei mezzi di persuasione tanto infimi. E poi perché? Per costruire una montagna di menzogne con l’unico scopo di impedire a delle persone di ottenere dei diritti? Allora, cari Adinolfi & Co., mi auguro che la vostra manifestazione sia un successo. Ma ricordate che la vostra coscienza viene prima dei numeri. A maggior ragione se vi definite bravi cattolici.

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