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Dalla classe dei cretini al Pulitzer

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il Venerdì-la Repubblica
26 06 2015

Di solito non si ha molta voglia di comprare un libro che racconta di una malattia. Quando li vediamo in libreria, coni loro titoli così titanici e le copertine che evocano una qualche guarigione, tendiamo a reagire con un certo distacco, talvolta rimanendone anche un pò infastiditi perché pensiamo, ovviamente a torto, che riguardi solo chi è affetto da quel particolare disturbo, mentre la verità è che ci mettono paura e angoscia.

Forse è per questa inconscia ritrosia che un memoir breve,intenso e pieno di humanitas come La mia dislessia (Donzelli, pp. 108, euro 17,50, traduzione di Paola Splendore), scritto dal premio Pulitzer Philip Schultz, ha faticato un bel pò prima di trovare un editore disposto a tradurlo.

Non dovremmo tuttavia farci ingannare dal titolo, anche se sembra un paradosso visto che è conforme all'edizione americana e che si tratta senza alcun dubbio d'un grande libro sul problema della dislessia, utilissimo tanto per i ragazzi che ne soffrono quanto per i loro genitori. ...

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