Non dimenticheremo. È una promessa

Comune - info
08 07 2015

di Saverio Tommasi*

Patrizia è la mamma di Federico Aldrovandi, e oggi ha deciso di ritirare le querele presentate nei confronti del senatore Carlo Giovanardi, dell’agente di polizia Paolo Forlani, condannato in via definitiva per la morte del figlio, e del segretario del Coisp Franco Maccari. Patrizia ha detto:

“Non è un perdono, ma non spenderò più minuti della mia vita per queste persone e per i loro pensieri. Ho riflettuto a lungo e alla fine mi sono accorta che avevamo vinto su tutti i fronti: non vi è infatti più alcun dubbio, tra l’opinione pubblica, su chi sono quelle persone”.

Patrizia ha ragione, ha sempre avuto ragione dall’inizio di questa storia. Patrizia ha pure detto: “Io non voglio sapere più nulla di loro”. Ha ragione, appunto. Ma il fatto che lei non voglia più saperne niente non significa che noi dovremo scordarcene. Niente affatto. Anzi, il tormentato riposo di Patrizia potrà forse godere di qualche carezza di serenità sapendo che noi non dimenticheremo.


Carlo Giovanardi è quello che disse, a proposito della foto mostrata dalla madre di Federico ritratto all’obitorio, che non si sarebbe trattato del sangue del ragazzo ma di un cuscino rosso.

Paolo Forlani è l’agente di polizia che secondo la Cassazione si appropriò degli ultimi istanti della vita di Federico Aldrovandi, e dopo la condanna in via definitiva offese la signora Patrizia con frasi immonde, la più gentile delle quali fu: “faccia di culo”.

Franco Maccari è il segretario generale del Coisp, quello che manifestò sotto l’ufficio dove lavorava Patrizia; ed è lo stesso che solidarizzò con il Sap per la standing ovation dei colleghi poliziotti ai condannati in via definitiva. Franco Maccari è anche quello che ha accusato Patrizia di essere una buona sfruttatrice della morte del figlio. Patrizia, a cui proprio loro hanno ucciso di botte un figlio di diciotto anni, e che ora ha ritirato le querele per diffamazione nei loro confronti.

Patrizia, tu hai il diritto di dimenticare le loro facce, anche se temo che non sarà facile. Noi invece abbiamo il dovere, e la voglia, di non dimenticare mai quei nomi, i loro volti e le loro storie. E questa è una promessa.

 

* Attore, scrittore, blogger, Saverio Tommasi è nato a Firenze e ama raccontare storie. “Il mio mestiere – scrive nel suo sito – è vivere le storie… Sul campo. Sul palco, attraverso una telecamera o un libro. Mostrare ciò che non si ha interesse a disvelare”. Quali storie? “Storie scomode. Voglio alzare i tappeti e raccogliere la polvere”. Ha scelto di inviare i suoi articoli a Comune con molto piacere

Devi effettuare il login per inviare commenti

facebook