Appello per il 24, 25 e 26 luglio al Presidio di Ventimiglia

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21 07 2015

Rilanciamo l’appello del presidio NoBorders di Ventimiglia

Dall’11 Giugno la frontiera italo-francese di Ventimiglia si è costituita come presidio permanente in sostegno dei migranti bloccati al confine dalle politiche discriminatorie europee.
La violenza e il razzismo resi evidenti dagli ultimi avvenimenti a Treviso e Roma, dal blocco delle frontiere di Ventimiglia, come del Brennero e di Calais, rendono necessario agire sui paradossi e sulle contraddizioni che ostacolano il diritto alla mobilità e all’autodeterminazione.
Nell’ipocrisia della retorica europea, fondata sulla volontà di abbattere i confini per la libera circolazione di capitali e merci, assistiamo alla moltiplicazione e alla militarizzazione di tali confini che operano su base esclusivamente razziale.

Dall’interno del presidio di Ventimiglia quindi, è nata l’esigenza di creare una rete transnazionale che si confronti e ragioni sui tali problematiche.

In quest’ottica si è deciso di indire 3 giorni di dibattiti, workshop e azioni condivise, che a supporto della lotta dei migranti vadano a definire una strategia comune efficace nel lungo periodo per contrastare le politiche discriminatorie e razziste messe in atto dalla “Fortezza Europa”. Le 3 giornate avranno l’obiettivo di condividere pratiche ed esperienze, che attivino connessioni eterogenee trasversali, ma allo stesso tempo declinabili nei vari territori. Tali connessioni quindi dovranno rappresentare il punto di partenza per mettere in campo azioni concrete e mobilitazioni che, partendo da Ventimiglia, potranno raggiungere territori e realtà diverse.

Invitiamo quindi le diverse realtà europee a portare un proprio contributo alla costruzione di queste giornate e a raggiungere il presidio nei giorni 24 25 e 26 luglio.
Il presidio non ha un mero significato simbolico, ma rappresenta l’incarnazione tangibile delle mobilitazioni contro le politiche contraddittorie europee, con la volontà di mettere in evidenza l’esistenza e l’efficacia di pratiche autogestite e alternative al business dell’accoglienza.

Il vuoto istituzionale nella gestione dei flussi migratori apre uno spazio d’azione all’interno del quale immaginarsi modalità di lotta molteplici e diversificabili, e al contempo evidenzia la necessità e l’urgenza di agire prima che la macchina istituzionale corrotta e mercificatoria riparta.

“WE ARE NOT GOING BACK”

[ENG]
From 11 a permanent occupation of the Italo-French border of ventimiglia is taking place by migrants blocked by the actual discriminatory policies in Europe and solidarity groups in support of their protest.
The violence and racism made evident by the recent events in Treviso and Rome, from the blockade of the borders of Ventimiglia, to the situation in Brenner region or Calais, makes necessary to act on the paradoxes and the contradictions that hinder right to freedom of movement and self-determination.
The hypocrisy of the European rhetoric, based on the will to erase border for the free movement of capital and goods, we are witnessing the multiplication and the militarization of these boundaries that operate solely on the basis of race.

Therefore, inside the presidio of Ventimiglia, the need to create a transnational network tackling those issues.
To this end, We call for three days of debates, workshops and actions in support of the actual migrants struggle and in order to define a commune and efficient strategy on long trend to oppose the macis and discriminatory policies of the Fortress Europe. Thoses three days of meeting will constitute a moment to share practices and experiences, in order to create transversal and eterogeneous connexions as to be possibly applied in each singular territory.
Such connexions will have to explicit the point from which we start to produce concrete actions and strugge which, from Ventimiglia first, will be able to reach other places and groups.

We therefore urge the various European realities to bring a contribution to the construction of these days and to reach the presidio in the days 24 25 and 26 July.
The Presidio has not a mere symbolic significance, but it represents the tangible embodiment of demonstrations against the contradictory policies of Europe, with the desire to boost the existence and effectiveness of self-managed and practical alternatives to the business of the reception.

The institutional void in the management of migration flows opens an action space within which imagining multiple and diversifiable struggle strategies, and at the same time highlights the need and urgency to act before the corrupted and institutional commodification shove off.

“WE ARE NOT GOING BACK”
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