Xylella, è tempo di cambiare strategia

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Micro Mega
28 07 2015

Il fenomeno di disseccamento coinvolgeva certamente numerosi esemplari di ulivo, ma necessitava di un approccio scientifico molto più rigoroso e aperto a una pluralità di pareri scientifici già esistenti, quelli (non meno autorevoli) non in linea con la scienza istituzionale che invece aveva sempre sostenuto essere il taglio l’unica barriera al diffondersi del batterio.

L’allerta partita dalle Autorità Italiane si è rivelata esagerata e non corrispondente alla realtà dei fatti, sia per la diagnosi affrettata del fenomeno che per la sua reale estensione geografica. Tale allerta ha fatto scattare il piano di quarantena europeo ed è apparsa talmente sospetta al punto tale da far scattare le indagini della magistratura.

Numerosi studi e ricerche, che vanno in favore di un più attento esame del fenomeno e che trovano importantissime conferme nelle sperimentazioni effettuate con successo, puntano il dito contro la necessità di tagliare gli alberi con la conseguente richiesta di indennizzi economici.

Appare quindi fondamentale come in questo momento sia necessario sgomberare il campo da un errore di metodologia visto che la Xylella è stata riscontrata in un irrisorio numero di piante e che non si è propagata oltre le stesse piante sulle quali è stata accertata. Essa ha reagito positivamente alle cure messe in atto dai diversi istituti e centri di ricerca e alle buone pratiche agronomiche, che si sono rivelate un eccellente strumento di contrasto al disseccamento.

La Puglia ha sofferto pesantemente delle misure di quarantena e dell’embargo al commercio delle piante, e sono numerosi gli operatori sul campo, i ricercatori, i centri di sperimentazione, che credono che sia arrivato il momento di una importante modifica della strategia.

Il cambio di amministrazione alla Regione Puglia rappresenta la condizione ideale per l’elaborazione di un nuovo paradigma e di una nuova metodologia per gestire al meglio la questione Xyella. La necessità prima è quella di rinegoziare la decisione comunitaria dopo aver mostrato a Bruxelles gli effetti positivi delle cure alternative.

L’azione del Governo, fino al momento, ha comportato una condanna dell’agricoltura e del commercio salentini, perché l’allarme che ne è derivato ha indirizzato le decisioni comunitarie verso il taglio e le eradicazioni. Si è condannata la Puglia e il suo patrimonio in assenza di conclamate prove scientifiche.

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