Casa internazionale delle donne Via della Lungara, 19 - RomaA differenza dell’autobiografia, che lavora sui ricordi, sulla loro messa in forma all’interno di una narrazione, di un senso compiuto, quella che ho chiamato più volte “scrittura di esperienza” tenta di spingersi in prossimità delle zone più nascoste alla coscienza, affidandosi a frammenti, schegge di pensiero, emozioni, che compaiono proprio quando si opera una dispersione del senso.
Parlare della relazione uomo-donna, del legame ambiguo tra amore e violenza – ma più in generale di tutte le passioni che hanno il corpo come parte in causa- vuol dire far luce su una memoria del corpo che resta generalmente confinata in una “naturalità” astorica: la nascita, l’infanzia, i ruoli sessuali, l’amore, l’invecchiamento, la malattia, la morte. E’ quello che potremmo definire l’ “impresentabile della vita” o le “viscere della storia”, di cui si vedono oggi i riflessi deformati, banalizzati, nell’industria dello spettacolo, nella pubblicità, nel populismo, nel sessismo e nel razzismo, ma su cui sembra difficile produrre cultura e cambiamenti.
Max 25 partecipanti
Iscrizione: €50
prenotazione obbligatoria
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