"Questa legge non tutela i minori, hanno tradito Carolina"

Cyberbullismo e bullismoElisabetta Fagnola, La Stampa
20 settembre 2016

Paolo Picchio si sente tradito. "E hanno tradito Carolina, mia figlia. Siamo anche andati dal Papa per sostenere il testo della legge approvata all'unanimità al Senato, e invece niente, non ci aspettavamo uno stravolgimento di questo genere".

Sono passati pochi minuti dall’approvazione alla Camera delle legge per il contrasto al cyberbullismo e la seconda lettura riconsegna al Senato un testo profondamente cambiato. In peggio secondo Paolo Picchio, il padre di Carolina, la studentessa di Novara morta suicida nel 2013, prima vittima adolescente del bullismo in rete. Il testo approvato alla Camera ora allarga le maglie anche ai maggiorenni snaturando, secondo la stessa senatrice del Pd Elena Ferrara, prima firmataria del documento al Senato, i principi originari di una norma pensata per tutelare i minori.

Si aspettava queste modifiche? 
«Non ci aspettavamo uno stravolgimento del genere. Siamo stati dal Papa, anche il vescovo di Novara ha lanciato un appello perché si facesse presto ad approvare delle norme per contrastare il bullismo in rete. Invece niente. Evidentemente qualcuno vuole apparire, mettere il cappello su questo testo. Che ora è diventato inapplicabile. E intanto si perde tempo. Vogliamo altre vittime?».

Per quale motivo inapplicabile? 
«Per il volume di richieste e segnalazioni che arriveranno al Garante della privacy. Si immagina quante centinaia di migliaia di richieste al giorno per la rimozione dalla rete di contenuti considerati offensivi? Cosa farà il Garante? Assumerà 200 persone per analizzarli tutti? È evidente che la legge così diventa inapplicabile, chi l’ha modificata ha dimostrato di essere ignorante in materia. Ha votato con la maggioranza a favore della legge anche l’onorevole novarese Gaetano Nastri, da cui ci aspettavamo più solidarietà». 

Il caso del suicidio di Tiziana Cantone dopo la diffusione di un suo video hard ha influito sugli ultimi cambiamenti? 
«Sicuramente ha influito. Ma stiamo parlando di campi molto diversi: da un lato c’è una persona adulta, dall’altro ci sono i minori, che hanno meno strumenti per difendersi, non possono fare denuncia, se non attraverso un adulto. Questa legge era pensata per tutelare i minori, dava loro strumenti specifici per segnalare episodi di bullismo in rete e puntava sull’aspetto educativo. Chi ha fatto di tutta l’erba un fascio ha dimostrato incompetenza. Hanno tradito Carolina, è come se l’avessero uccisa un’altra volta». 

Il testo torna al Senato. Cosa vi aspettate? 
«Al Senato il testo era stato approvato all’unanimità, si può ancora tornare indietro, dimostrare più intelligenza. Intanto andremo avanti col progetto del Centro di cura per le vittime del cyberbullismo a Milano. Il Ministero aveva promesso fondi che non sono ancora stati stanziati, andremo avanti lo stesso rivolgendoci ai privati». 

Ultima modifica il Giovedì, 22 Settembre 2016 08:28
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