Scuola, per il bimbo autistico e la ragazza disabile non c'è posto

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Discriminazioni handicapSerena Giannico, Il Manifesto
21 marzo 2017

La data limite per iscriversi alle scuole medie era il 7 marzo, ma per un bambino autistico a Lanciano non c'è posto. "Siamo pieni", si sarebbe sentita dire una mamma che ha tentato, finora inutilmente, di iscrivere il proprio figlio in tre istituti dei quattro presenti in città.
Il bimbo (A.) ha dieci anni ed è affetto da Sindrome di Asperger (Sa), un disturbo pervasivo dello sviluppo imparentato con l'autismo.

«C’è il rischio che A. debba ripetere la quinta elementare. Sono arrabbiata e amareggiata», ha denunciato R. M., la mamma. Prima si è rivolta all’istituto comprensivo «Don Milani», specializzato nel settore della disabilità, dove però non ha trovato spazio. Successivamente ha bussato alle porte della scuola «Mazzini» e della «D’Annunzio». Stessa risposta: «Quando spiegavo che mio figlio è autistico, l’iscrizione veniva negata», racconta R.M. che, infuriata, ha anche minacciato di sporgere denuncia alla polizia, senza poi procedere.

Una versione dei fatti che viene respinta dalla preside della media Mazzini, Mirella Spinelli: «Non abbiamo nulla contro la disabilità – ribatte la dirigente scuolastica – Le iscrizioni non vengono richieste; non c’è una domanda da inoltrare a cui segue l’accettazione: vengono fatte direttamente dalla famiglia. Mamma o papà – chi ha la patria potestà – va sul sito, compila il modulo e lo invia on line. Tutto qui. E tra le iscrizioni ricevute, non figura quella del bimbo». È accertato però che la signora si è recata personalmente nell’istituto per ottenere informazioni ed è stata anche accompagnata a visitare le aule. In segreteria, però, l’iscrizione non è andata a buon fine.

Mario Gaeta, che dirige il «Don Milani», riferisce: «La signora è venuta a fine febbraio. Le abbiamo fatto subito presente che le iscrizioni non possono essere rifiutate e che noi, per l’anno prossimo, abbiamo 37 iscritti e tra loro 8 disabili, pari al 21,6%. Abbiamo un unico problema: 5 classi e 4 aule a disposizione. Quindi non sappiamo ancora in quale struttura a settembre questi bambini saranno collocati. La signora ci ha anche detto che alla “D’Annunzio”, l’istituto dove suo figlio frequenta ora la quinta elementare, il bimbo non poteva rimanere perché aveva subito atti di bullismo. Avute le informazioni, è andata via e non l’abbiamo più vista, né sentita». Impossibile invece contattare, per telefono o a scuola, la preside della «D’Annunzio».

Questa mattina il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, insieme all’assessore all’Istruzione, Giacinto Verna, incontrerà in Comune la mamma del bambino. «Abbiamo esteso l’invito anche ai dirigenti degli istituti coinvolti – riferisce Pupillo – affinché vengano chiariti i contorni della vicenda e auspichiamo una rapida soluzione della questione, nell’unico e preminente interesse del minore e del suo diritto allo studio».

Un diritto leso anche in Sicilia, dove Eleonora, una 18enne costretta sulla sedia a rotelle,è confinata a casa da quattro mesi perché nell’Istituto superiore Ugo Mursia di Carini, che ha frequentato fino a Natale, è stato interrotto il servizio di assistenza igienico-personale: nessuna può accompagnare la ragazza in bagno né può aiutarla a mangiare durante la ricreazione.

Ultima modifica il Mercoledì, 22 Marzo 2017 08:41
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