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martedì 24 ottobre 2017



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Herman Melville


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Eroina, allarme per ondata di casi di overdose: il consumo cresce tra i giovanissimi

EroinaValentina Avon, Repubblica.it
28 settembre 2017

Nel 2016 ci sono stati 266 morti. Ora a Ferrara 3 casi in pochi giorni e uno fatale, a Mestre 10 morti in tre mesi: una strage silenziosa che ricorda gli anni Settanta e contro la quale si battono tra molte difficoltà i centri per le tossicodipendenze. L'esperta: "Le nuove vittime sono giovani, spesso consumatori occasionali alle prese con spacciatori che però non sono più consumatori".

Tre ragazzi che vanno in overdose da eroina in meno di una settimana, Ferrara non li aveva mai visti, non in anni recenti. Una ventina di giorni prima, il 26 agosto, l'eroina aveva ucciso un ragazzo di vent'anni. Delle tre overdose che sono seguite, pochi giorni fa, una è stata fatale, per un venticinquenne, altri due ragazzi di 18 e 20 anni sono stati presi per i capelli dai sanitari, che li hanno salvati da morte certa.

A Mestre l'eroina ha ucciso dieci persone in tre mesi. Nelle Marche nelle cronache locali non è raro trovare notizia di interventi salvavita dei sanitari o di altri decessi. Storicamente, le morti per sovradosaggio di oppiacei, che in Italia e Europa continua a significare eroina, accadono nel Centro e Nord Italia.

Che l'eroina sia ancora su piazza e alla grande lo dicono le cifre: nel 2016 in Italia ci sono state 266 vittime, una cifra drammatica che riporta la memoria alla strage silenziosa avvenuta in Italia a cavallo degli anni Settanta e Ottanta. Ma se si contano i morti, più sfuggenti sono i numeri delle overdose, che sono molte di più. "Tutte le morti da overdose sono evitabili - dicono all'Osservatorio dipendenze di Bologna, unico a contare almeno gli accessi al pronto soccorso - , ma servono prevenzione e servizi in grado di aggiornarsi anche a seconda dei dati raccolti".

Con i tagli alla sanità degli ultimi anni, è sempre più dura. "E tutto viene delegato alle forze dell'ordine", completa il ragionamento Salvatore Giancane, che nei servizi bolognesi lavora da molti anni ed è autore di un monumentale rapporto dal titolo "Eroina" per le edizioni del Gruppo Abele. "Uno dei risultati - dice Giancane - è che nell'emergenza si fa fatica anche a chiamare l'ambulanza, per paura delle conseguenze di legge, in assenza di norme di tutela come ce ne sono altrove, come la cosiddetta legge del buon samaritano, che protegge chi chiede aiuto".
 
"L'eroina non è tornata, dato che non se ne è mai andata, e non esiste alcuna eroina killer, esiste l'eroina. Chiamarla killer significa creare un'emergenza che non ci riguarda, invece ci riguarda eccome": Luisa Garofani è al Sert di Ferrara da decenni ormai e sa come il consumo sia cambiato: "Sono spesso consumatori occasionali, ai quali nessuno spiega più le sostanze, la loro pericolosità e come proteggersi - spiega Garofani - . Sono nelle mani dei soli spacciatori, che non sono più neppure consumatori, e che, sbagliando, vengono individuati come unici responsabili. E quando arrivano qui è perché li manda la prefettura, o il carcere.
E arrivano sempre più tardi, sempre troppo tardi. Per una diminuita percezione dei rischi, per la diffusione di moltissime sostanze, per la normalizzazione del policonsumo, e per lo sfaldarsi di un tessuto di protezione sociale e sanitario. Restiamo noi, che invecchiamo coi nostri pazienti".

 Dietro ogni overdose fatale ce ne sono molte altre che non lo sono diventate quasi sempre grazie al farmaco salvavita arrivato negli anni Novanta nella disponibilità dei Servizi per le tossicodipendenze (Sert): il naloxone. Commercializzato col nome di Narcan, è in grado di annullare all'istante gli effetti dell'eroina. L'Italia è uno dei Paesi europei in cui è offerto dai Sert agli stessi tossicodipendenti perché ne abbiano sempre con sé. Ed è l'unico che è possibile acquistare in farmacia senza ricetta al prezzo di circa 7 euro, anche se non tutte le farmacie, pur dovendo, lo hanno in magazzino.
 
I fattori di rischio overdose sono diversi e uno di questi è il grado di purezza della sostanza. Giampietro Frison, tossicologo forense dell'Azienda sanitaria di Venezia, conferma la presenza di eroina con un'alta percentuale di principio attivo, dal 30 fino al 50 per cento, che è stata messa in relazione con il picco di decessi a Mestre. Ma anche per lui non è una novità assoluta.
Di eroina "forte" si parla da tempo e diversi "avvisi" sono stati diramati in passato dal Sistema di allerta precoce, sistema nato alcuni anni fa nel Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio e ora passato all'Istituto superiore di sanità, per diverse aree in Italia.