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domenica 18 novembre 2018



"Le azioni umane adombrano sempre un certo fine, che può diventare inevitabile, se in quelle ci si ostina. Ma se vengono a mutare, muterà anche il fine".
Charles Dickens



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La pistola che fa la contenzione perfetta

Dalì AscePiero Cipriano, A-Rivista Anarchica
8 settembre 2018

Quando Andrea Soldi nel 2015 fu preso da psichiatra e infermieri per essere sottoposto a TSO, visto che non voleva fare il depot (farmaco "deposito", che si inietta una volta al mese) e per smuoverlo da una panchina di Torino gli fecero la strozzina e lo misero prono, si disse che era morto per "sindrome da delirio eccitato".

Una sorta di diagnosi fantasma (o di copertura) con cui risolvere incidenti in cui sono coinvolte le forze dell'ordine, per capirci. L'hanno tirata in ballo per la morte di Riccardo Magherini e per molti altri.

Quando Natasha McKenna, detenuta in Virginia con l'accusa di aver aggredito un poliziotto, nonché affetta da schizofrenia pare dall'età di 12 anni, di soli 58 kg e madre di una ragazza, si oppose a una dozzina di vice-sceriffi armati che dovevano trasferirla in un'altra prigione adatta a detenuti con disturbi psichici, e l'ammanettarono mani e piedi, e di fronte alle sue resistenze, la colpirono con quattro scosse elettriche di Taser, e dopo l'ultima scarica elettrica non respirava più e tre giorni dopo morì, anche per lei si attribuì la morte a “un delirio eccitato”, nel suo caso però, “associato alla restrizione fisica con l'utilizzo di dispostivi conduttori di elettricità e il contributo della schizofrenia e del disturbo bipolare”. Insomma, “incidenti”.

Jack Cover, scienziato aerospaziale, inventa il Taser negli anni '70. Avrebbe dovuto essere usata dalle forze di sicurezza in situazioni di emergenza, come i dirottamenti aerei, essendo un'alternativa non mortale alle pistole. Taser è acronimo di Thomas A. Swift's Electronic Rifle (in italiano sarebbe: fucile elettronico di Tomas A. Swift). È una saga d'avventura, dove un personaggio, Tom Swift, inventa un'arma che chiama fucile elettrico che usa per uccidere cannibali pigmei e animali selvatici africani.

Insomma l'arma ideale per gli inferiori, per gli anormali. Le Taser all'inizio vengono classificate come armi da fuoco, perché nella versione originale utilizzano polvere da sparo per sganciare dardi elettrificati. Nel 1993 la polvere da sparo viene sostituita con azoto compresso, e ciò rende la pistola conforme alle normative sulle armi da fuoco. Le Taser hanno due modalità: “dardo” e “drive stun”. Il primo spara due dardi elettrificati, con forza tale da penetrare i vestiti e rilasciare una scarica elettrica di 50.000 volt.

La corrente scorre nel corpo della vittima finché l'agente tiene premuto il grilletto, con effetto neurolettico (ovvero di paralisi del sistema nervoso) potremmo dire, giacché impedisce qualsiasi movimento e causa spasmi muscolari. In modalità “drive stun”, invece, la pistola viene premuta direttamente contro il corpo.

Nel 2007, il Comitato delle Nazioni Unite contro la Tortura manifesta preoccupazione per l'utilizzo di queste armi, in grado di causare dolore estremo fino al decesso. Gli esperti tuttavia sostengono che a causare il decesso non siano gli effetti del Taser ma la “sindrome da delirio eccitato”, appunto. La sindrome fantasma che viene evocata quando c'è l'incidente.

Sindrome non riconosciuta né dall'Associazione Medica Americana, né dall'Associazione Americana di Psichiatria, né dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia citata come causa del decesso in 75 dei 330 casi collegati al Taser tra il 2001 e il 2008.

Essendo (anche io) tutto sommato un esperto, ritengo questa sindrome una delle tante invenzioni semantiche che gli psichiatri parolieri adoperano per giustificare la brutalità della polizia. Douglas Zipes, esperto di elettrofisiologia e dell'influenza degli impulsi elettrici sul cuore, ha analizzato il rapporto tra Taser e morti improvvise. I Taser, afferma, possono provocare l'arresto cardiaco, e tirare in ballo la sindrome da delirio eccitato in caso di decesso riconducibile a questa pistola è solo un modo per scagionare Taser International da azioni legali.

Bene. Per fortuna siamo in Italia, direte voi. Dove per un verso non abbiamo pistole da acquistare così facilmente come negli USA, per un altro verso siamo il paese che ha eliminato i manicomi e ha ridotto ai minimi termini i nostalgici dell'elettroshock. Quindi dovremmo stare tranquilli.

Invece no. Perché finalmente, titola uno dei più progressisti tra i nostri quotidiani, abbiamo un “nuovo strumento per combattere la malavita”. A Milano, Torino, Genova, Padova, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Caserta, Napoli, Brindisi, Catania e Palermo (elenco aggiornato al 5 settembre, giorno in cui è cominciata la sperimentazione, ndr) la polizia e i carabinieri potranno usare la pistola Taser al posto del (violento, primitivo, rozzo, scomodo) manganello.

L'ipotesi di utilizzare il Taser era stata valutata già nel 2014 quando, con Angelino Alfano ministro dell'Interno, era stato approvato un emendamento dentro al decreto legge sulla sicurezza negli stadi per avviarne la sperimentazione. Solo negli ultimi mesi, però, si è arrivati a una soluzione condivisa con i sindacati del settore, che ritengono che la pistola elettrica possa ridurre gli interventi corpo a corpo.
Se la sperimentazione andrà bene, tra poco, temo, potrebbe far parte anche della dotazione di noialtri psico-poliziotti (gli psichiatri, voglio dire).

Perché il Taser, pensateci, è l'arma di congiunzione tra i farmaci neurolettici (determina neurolepsia, ovvero paralisi del sistema nervoso), dunque contenzione chimica; le fasce, visto che elettrificando un corpo non c'è più bisogno di legarlo, dunque contenzione meccanica; e l'elettroshock, dato lo stordimento e l'amnesia se non proprio perdita di coscienza che determina, dunque contenzione elettrica.

Ecco. Mi toccherà, dopo aver lottato contro il manicomio concentrazionario, quello chimico e quello elettrico, iniziare adesso a predicare e praticare la riluttanza alle psico-pistole.