Orlando, attacco al sogno americano

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Strage di OrlandoMario Platero, Il Sole 24 Ore
13 giugno 2016

L'attacco al Night Club Gay Pulse dell'altra notte è stato un fulmine a ciel sereno, come sempre succede quando il terrorismo colpisce. Ormai i dettagli "operativi" di quel che è successo li conosciamo: 49 morti e 53 feriti, l'attacco armato più grave della storia americana.

Ma è della narrativa di cui vorrei occuparmi, del messaggio che ci viene imposto in modo strisciante, viscido, insopportabile. Pensiamoci insieme: Orlando, in Florida è anche la città conosciuta in ogni angolo del pianeta perché ospita il parco Disney il sogno, la fiaba, la destinazione ambita di tutti i bambini d'America e del mondo.

La ferocia del gesto di Omar Mateen al locale Pulse è dunque molto più strategica di quello che sembra. Il terrore, anzi il terrorismo di matrice islamica, vuole colpire nei nostri luoghi diciamo più delicati, più simbolici. Alcuni speravamo che fosse solo il gesto di un folle, senza ordini diretti dall'Isis o senza coordinamento. Ma anche se lo fosse?

Per colpire basta l'ispirazione in arrivo da questo estremismo religioso, barbaro. Non c'è bisogno del coordinamento. Anzi è lo stesso Isis a dirlo: i loro “lupi solitari” ideali sono coloro che capiscono il messaggio, magari lo discutono per ottenere il massimo dell'impatto, poi vanno avanti da soli.

La chiave di questo terrorismo religioso sta nella possibilità di reclutare giovani in casa nostra, giovani che diventano zombie fra noi, mimetizzati, identici a noi, diventando allo stesso tempo gli esecutori materiali di una guerra strisciante. Tutto viene rimesso in prospettiva.

Chiedamocelo: cosa crede di ottenere Donald Trump quando dice che bombarederà a tappeto con ordigni nucleari i centri del terrorismo? Molto poco, rispondiamo noi. Perché questo terrorismo che vuole portarci indietro nel tempo, a usanze tribali aliene alla nostra cultura, lo ripeto, è fra noi.

Dobbiamo combatterlo essendo vigili, affidandoci a leader politici che sappiano tutelare al meglio la nostra sicurezza e, sottolineo, i nostri valori. Perché, non c'è dubbio, l'attacco di Orlando, l'attacco del lupo solitario che ha colpito una discoteca che voleva anche affermare i diritti e l'emancipazione dei gay è doppiamente subdolo. Vuole darci il terrore, ma punta anche alla reazione di alcuni che diranno: se la sono cercata.

Ecco, questo non dovremo accettarlo mai. Il nostro progresso civile e sociale non potrà mai essere messo in dubbio da un Omar Mateen qualunque, da un ventinovenne sconclusionato guidato dall'odio - questo non dimentichiamolo mai - per tutto ciò che ci rappresenta.
Ultima modifica il Martedì, 14 Giugno 2016 07:27
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