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martedì 11 dicembre 2018



"L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e che non avrà".
Marco Polo



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I 400 colpi. William Shakespeare, Sonetto n. 128

Klimt, Il BacioI 400 colpi. William Shakespeare, l'eternità della parola

Quante volte mentre tu, mia musica, suoni
quel fortunato legno il cui vibrar risponde

sotto le tue dolci dita, e moduli con grazia
armoniosi accordi che turbano il mio ascolto,

io invidio quei tasti che agili sobbalzano
per baciare il tenero incavo della tua mano;

mentre queste mie labbra che mieterebbero tal messe,
accanto a te arrossiscono per l'ardire di quei legni.

Per esser così eccitate, cambierebbero natura
e posto con quei saltellanti tasti,

sui quali le tue dita scorrono con dolce movimento
rendendo un morto legno più felice di vive labbra.

Se quei tasti impertinenti gioiscono di questo,
lascia loro le tue dita, a me le labbra da baciare.

§ § § § § § § § § § §

How oft, when thou, my music, music play'st,
Upon that blessed wood whose motion sounds

With thy sweet fingers, when thou gently sway'st
The wiry concord that mine ear confounds,

Do I envy those jacks that nimble leap
To kiss the tender inward of thy hand,

Whilst my poor lips, which should that harvest reap,
At the wood's boldness by thee blushing stand!

To be so tickled, they would change their state
And situation with those dancing chips,

O'er whom thy fingers walk with gentle gait,
Making dead wood more blest than living lips.

Since saucy jacks so happy are in this,
Give them thy fingers, me thy lips to kiss.