Dal Fertility Day della Lorenzin al Fertility Triv di Eni

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Petrolio mano saluteEnrico Gagliano, Zeroviolenza
25 settembre 2016

Dopo il Fertiliy Day della Lorenzin ed il Fertility Fake non poteva mancare il Fertility Triv.
Dice la Ministra che, al netto delle polemiche sulla nota campagna di comunicazione omofoba e razzista, bisogna stare ai "fatti".

La Ministra ha proprio ragione: contano i fatti, soprattutto quando "i fatti" sono quelli evidenziati nei numerosi studi epidemiologici condotti negli ultimi anni in Italia pur tra mille difficoltà.

L'Isde, ad esempio, potrebbe sciorinare statistiche a iosa sulle disastrose ricadute dell'inquinamento ambientale sulla fertilità maschile e femminile.
Taranto, Gela, Milazzo, ecc. ecc., ecc.. Potremmo star qui a scrivere all'infinito dei fatti e dei misfatti di un sistema-Paese che avvelena, procura aborti spontanei ed uccide oppure, alla meglio, ricatta chi è schiacciato dal bisogno, imponendo spesso di scegliere tra il veleno e la fame.

Per stare ai fatti, citiamo la Sicilia. Non Gela od Augusta -di cui già molto si è scritto- ma Milazzo e la Valle del Mela.
Qui si trovano una raffineria ed una centrale termoelettrica Eni, oltre ad altri impianti industriali.
Qui "uno screening eseguito sugli studenti delle scuole medie locali dal Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università degli Studi di Messina diretto dal Prof. Francesco Squadrito, ha evidenziato la presenza nelle urine di alcuni metalli pesanti altamente tossici per la salute umana, classificati come distruttori endocrini dall’Organizzazione Mondiale della Sanità" (fonte: questaelitalia.it).

Cadmio, cromo, nickel e mercurio sono fortemente tossici per il sistema riproduttivo.
Un toccasana per la fertilità tanto cara alla Ministra Lorenzin!

Così l'equipe del prof. Squadrito: “Esperimenti di laboratorio con animali esposti in stadio embrionale a concentrazioni significative di distruttori endocrini causano patologie come sviluppo puberale precoce e precocissimo; elevato rischio di endometriosi nelle femmine; infertilità e gravidanze extrauterine; diminuzione della fertilità nei maschi; elevato rischio di criptorchidismo ed ipospadia (malformazioni dell’apparato genitale maschile) nonché di tumori (specie all’apparato riproduttivo) in età adulta; malattie autoimmuni; deficit immunitario; diabete tipo II; deficit cognitivi, limitato sviluppo cerebrale ed intellettivo, predisposizione alla violenza, patologie comportamentali”.

Ecco, questi sono "i fatti" su cui ci invita a riflettere la Ministra.
Siamo tutti in attesa che… lo faccia lei per prima, chiedendo conto però, subito dopo, anche ad Eni & Co.

Ultima modifica il Lunedì, 26 Settembre 2016 08:50
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