Il giusto erede aspetta il padre

Marco Mazzeo, Il Manifesto
31 marzo 2013

Breve ma ambizioso, e chiaro nonostante la sua densità, l'ultimo libro di Massimo Recalcati, costituisce una specie di precipitato chimico della sua attività. Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre ha un titolo che potrebbe trarre in inganno: nessun manualetto pedagogico, nessuna semplificazione in stile televisivo. ...
Giulia Clarkson, La Nuova Sardegna
24 febbraio 2013

Bambine, vecchie, madri. La trilogia è compiuta. Loredana Lipperini torna a parlare di donne per parlare dell'Italia di oggi, di quello che siamo, madri e non madri, padri, uomini e transgender. Lo fa da un'angolazione che rende subito evidenti le storture e le contraddizioni in cui viviamo. ...
di Leonetta Bentivoglio, La Repubblica
29 aprile 2012

Il genere del "Father's Tale" si esprime in due notevoli romanzi che escono in contemporanea: I sentimentali di Johanna Skibsrud, e Il torto del soldato di Erri De Luca. Anche se sono diversissimi per costruzione, caratteri, ambiente e stile di scrittura, li accomuna il perno della trama: il rapporto ambivalente tra un padre ritrovato e una figlia adulta, in grado di riferirci, filtrandole con la sua valutazione, ferite ed esperienze paterne.
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di Elisabeth Badinter

Una madre felice è necessariamente una donna felice? Esiste veramente quell'istinto materno che fa sì che la donna si realizzi solo in quanto madre? Sembra di sì, almeno stando all'immagine che oggigiorno viene veicolata del sesso femminile e non solo da televisione e pubblicità, ma anche da saggi filosofici e sociologici... Ma non da Elisabeth Badinter che ripercorre mezzo secolo di storia dell'emancipazione femminile per ribadire alcuni capisaldi della parità fra i sessi.

LA RIMOZIONE DELLA BADANTE

di Manuela Cartosio
da L’emancipazione malata. Sguardi femministi sul lavoro che cambia (Edizioni LUD, Milano, 2010, pagg. 209)

I migranti fanno i lavori “rifiutati” dagli italiani. Questa affermazione, ormai entrata nel senso comune - con il suo retrogusto ambiguo, perché giustifica la presenza dei migranti solo se stanno al loro posto, quello più basso -, nel caso delle badanti è vera e nello stesso tempo falsa.
È falsa perché il mestiere della badante, che non è una governante o una dama di compagnia, non esisteva prima che in Italia affluisse un elevato numero di donne primomigranti, senza famiglia al seguito, disposte e interessate quindi a svolgere un lavoro che implica la coabitazione con l’assistito - quasi sempre un anziano parzialmente o del tutto non autosufficiente-, che non ha limiti di orario ma garantisce vitto e alloggio.
di Bianca Pomeranzi, Liberazione
5 giugno 2011

Esprimere la propria diversità senza mettere in contrapposizione l'ora con l'allora, ma piuttosto cercando di fare luce sugli inevitabili salti, sulle fratture e sulle possibili genealogie, significa stabilire una relazione o almeno predisporsi a capire quello che a volte sembra incomprensibile perchè troppo lontano da sè. (..) Le "Cinque Giornate Lesbiche" hanno cercato di fare "spazio pubblico" e di fornire a soggettività e percorsi lesbici diversi la possibilità di dire la propria parola sulla crisi, sul passaggio di epoca che stiamo vivendo. Questo ha permesso di riprendere una riflessione sulle molte anime del lesbismo in Italia, cercando un filo comune in una storia che si dipana da trenta anni.

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Presentazione degli atti delle Cinque Giornate Lesbiche nell'ambito del "Kesbile' speciale Europride"

Venerdi 10 giugno, ore 14.30
Casa Internazionale delle Donne
Via San Francesco di Sales, 1a - Roma

PARTIRE DAL CORPO

Dal volume Partire dal corpo. Un laboratorio politico di donne e uomini, a cura di Laura Gambi, Maria Paola Pattuelli, Serena Simoni, Cinzia Spaolonzi, Edizioni Ediesse, Roma 2011

Introduzione di Lea Melandri

Un “laboratorio politico di donne e uomini” che vuole “partire dal corpo” è di per sé un’anomalia. Sulla separazione tra il corpo e la polis si sono costruiti i destini del maschio e della femmina e i legami, che ci sono sempre stati, tra una sfera e l’altra sono rimasti a lungo così nascosti da impedire una relazione tra i sessi che non fosse quella del potere, delle gerarchie prestabilite, o dalla ingannevole complementarità tra sentimenti e ragione. Ma, collocata nel contesto della cultura italiana, che ha alzato un muro di silenzio, per non dire di ostilità, rispetto alla rivoluzione delle coscienze prodotta dal femminismo, il ciclo di seminari che si è tenuto a Ravenna tra il 2007-2008 , e da cui è nato questo libro, apre speranze e prospettive inedite rispetto a ciò che si ritiene “reale” e “possibile”.

LA RIVOLTA DEL CORPO


da "La rivolta del corpo. I danni di un'educazione violenta", di Alice Miller (Raffaello Cortina editore, 2005)

L’esperienza mi ha insegnato che il mio stesso corpo è la fonte di tutte le informazioni vitali che mi hanno aperto la vita a una maggiore autonomia e autoconsapevolezza. Sono riuscita a liberarmi sempre più del mio passato soltanto quando ho potuto vivere liberamente e percepire le emozioni che tanto a lungo erano rimaste prigioniere del corpo. I sentimenti autentici non si lasciano estorcere: esistono e hanno sempre una precisa ragion d’essere, ancorché non sempre evidente. Non posso costringermi ad amare o quanto meno a onorare i miei genitori se il corpo me lo impedisce per ragioni a lui ben note.

DIOSSINA, LA VERITA' NASCOSTA

di Tomaso Montanari, Eddyburg
8 maggio 2012

“Questo libro inconsueto, anzi unico nell’orizzonte italiano, è tante cose insieme: un romanzo di formazione, il reportage di un’indagine minuziosa, la denuncia di un delitto, un manifesto di legalità e di passione civile”. Si apre con queste parole l’introduzione di Salvatore Settis al volume di Paolo Rabbitti appena arrivato in libreria (Diossina. La verità nascosta. Un supertecnico indipendente indaga su Seveso e la sua eredità di bugie, Feltrinelli, 16 euro). La prima cosa inconsueta è proprio la presenza di uno scritto dell’archeologo e storico dell’arte in un libro-inchiesta dedicato alle vicende dei bidoni della super-diossina di Seveso.

GENESIS. IX, 2 2010. VIOLENZA

a cura di Maria Clara Donato e Lucia Ferrante (Viella libreria editrice)
27 settembre 2011

«La violenza coniugale è un fenomeno sociale, tocca tutte le categorie sociali e tutte le culture. Questo fenomeno è legato allo status della donna lungo i secoli. [...] È una delle forme del controllo e del dominio maschile». Le parole del documento fondativo della Fédération Nationale Solidarité Femmes del 1987 vanno al cuore del problema di cui ci occupiamo in questo numero: la violenza maschile esercitata sulle donne nelle relazioni familiari-affettive.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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