di Catia Papa, Viella
19 aprile 2011

L’immagine della “donna orientale”, le esotiche narrazioni di primitivi sensualismi e barbare segregazioni accompagnarono la nascita dei movimenti femminili europei tra Otto e Novecento.
L’Oriente era l’altro da sé che illuminava i progressi intellettuali, sociali e civili delle donne occidentali, ma dall’Oriente veniva anche la conferma di una “schiavitù femminile” universalmente condivisa.
di Isoke Aikpitanyi

Il libro (con presentazione di Susanna Camusso e la prefazione di Suor Eugenia Bonetti, edizioni Ediesse) racconta con forza e concretezza le storie di centinaia di ragazze nigeriane rese schiave e costrette con l’inganno a prostituirsi dall’alleanza fra mafia nigeriana e criminalità italiana. A tutte viene imposto un debito altissimo, fino a 80 mila euro, cui debbono far fronte nel tempo sotto la stretta e violenta sorveglianza della rete delle maman, diffuse capillarmente in tutto il territorio nazionale.
di Laura Bastianetto e Tommaso della Longa 

L’idea del libro è quella di raccontare fino in fondo la realtà di un’isola che solo in alcune occasioni guadagna le prime pagine dei giornali, ma che in fondo non è stata mai raccontata per quello che è. Le storie delineano anche un quadro di stretta attualità, sulla gestione dell’ennesima emergenza italiana, con una guerra e il suo carico di disperazione alle porte della nostra nazione.
di Nicoletta Poidimani, Sensibili alle foglie
19 aprile 2011

Questo libro nasce da una ricerca sulla genealogia della mentalità razzista in Italia; un lavoro di tessitura fra la storia dell’impresa coloniale nel Corno d’Africa, i dispositivi dell’immaginario di conquista, le biopolitiche di Mussolini nell’Impero e in territorio nazionale.
L’originalità di questa ricerca consiste nell’evidenziare, anche da una prospettiva di genere, il convergere di diversi piani e codici comunicativi, così come di diverse discipline e saperi, nella costruzione della ‘razza italiana’.

SEX OF HUMOUR


“Disegnando fumetti per giornali, libri e mostre, mi sento spesso l’ambasciatrice ironica della lotta delle donne per la libertà”.
Pat Carra
di Chiara Lalli, MicroMega
3 dicembre 2011

L'obiezione di coscienza è entrata nelle leggi italiane come diritto positivo. Da azione pacifica e personale, però, può tramutarsi addirittura in un ostacolo: "Poteva andare da un'altra parte." "La mia coscienza me lo impedisce." "Noi non facciamo di queste cose." Attraverso storie di vita vissuta e riferimenti pop - da Beppe Bigazzi, che spiega in televisione come cucinare un gatto, al dottor House - Chiara Lalli costruisce un'appassionata storia dell'obiezione di coscienza e del suo pervertimento semantico, dal servizio civile alternativo alla leva, fino alla legge 194 sull'aborto.

L'ORIZZONTE RUBATO. UNA STORIA VERA

di Sandra Mazzinghi

Collana "Frammenti" di Manidistrega Editrice
Pagine 68
Prezzo 12,00 euro
ISBN 978-88-97108-12-2
Novembre 2011

LA MADRE PRIMA DEL PADRE

di Elisabeth Badinter
da Le conflit. La femme et la mère
(traduzione italiana Mamme Cattivissime, Corbaccio 2011)

Come sembra lontano il tempo in cui si benediva il biberon che prometteva la suddivisione dei ruoli dei genitori fin dal momento della nascita del bambino! In Francia, dove il 40% delle coppie continua a utilizzarlo, simboleggia una sorta di resistenza nei confronti dei nuovi canoni. Rendiamo grazie alla diva incontrastata delle guide pratiche di puericultura, Laurence Pernoud, di aver sostenuto la scelta tra l'allattamento e il biberon.

Orgoglio e pregiudizio, terzo Quaderno Viola della nuova serie post-2000, tenta di fare il punto sulla situazione delle lesbiche in Italia, sia dal punto di vista politico che da quello storico, teorico ed immaginario, senza ambizioni sbagliate sul fornire la “linea” del movimento o di chiudere un mondo complesso in un quadro capziosamente esaustivo, ma anche senza timore di esprimere una lettura della realtà e di tracciare una prospettiva politica.

PERCHE' GLI UOMINI CI ODIANO

In un saggio di Lea Melandri una nuova ipotesi sulle cause della violenza maschile.

Perchè le donne, pur vivendo in uno spazio pubblico che si è andato sempre più femminilizzando, hanno dimenticato il conflitto? Perchè si piegano a sorreggere la conciliazione tra la casa e la polis, il corpo e il pensiero, le femminilità e la durezza virile, gli affetti e la complessità della vita sociale?

I corpi che vediamo in scena, compresi quelli di veline ed escort che scambiano sesso con carriere, sono di donne che si sono appropriate della loro vita o di schiave volontarie che si illudono di usare a proprio vantaggio la loro storica minorità sociale e politica? Bisogna molto aver osservato e pensato la contemporaneità per rispondere a queste domande scrivendo un saggio su un tema abusato come quello della violenza maschile sulle donne.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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