L'Intervento

di Bianca Pomeranzi
20 dicembre 2011

Recentemente, una studiosa palestinese di cittadinanza israeliana Nadira Kevorkian, nota per le sue ricerche sul femminicidio, mi ha detto che i suoi studi  attuali sono rivolti al modo in cui vengono trattati i corpi nella nascita e nella morte a Gerusalemme, poiché da tempo aveva riscontrato una grande diversità nel trattamento dei corpi delle donne e degli uomini. La cura dedicata agli uni infatti, non viene riservata alle altre.
di Barbara Mapelli
17 maggio 2011

In principio vi fu il libro Dalla parte delle bambine (1973), di Elena Gianini Bellotti, in cui veniva per la prima volta discusso il tema di un’educazione fortemente stereotipata e rivolta, in particolare alle bambine, come ammaestramento ai ruoli tradizionali femminili.
Da allora sono passati quasi quarant’anni, nel frattempo vi è stata una ripresa esplicita del tema, con il testo Ancora dalla parte delle bambine di Loredana Lipperini, e di nuovo sentiamo la necessità di ragionare ancora su questo tema e la domanda di fondo che ci muove è sempre la stessa: che significa ora pensare all’educazione delle bambine?
Per questo abbiamo organizzato recentemente un Convegno presso l’Università di Milano Bicocca*, partendo dalla prima, immediata risposta alla domanda che precede.
di Maria Grazia Campari

In questi giorni i lavoratori dello stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco (il maschile, riferito agli addetti, non è casuale) sono sottoposti ad una trattativa esclusivamente fondata sulle pretese della piattaforma padronale, il minacciato piano B: o aderire di buon grado o veder svanire la produzione verso orizzonti polacchi cedendo il lavoro ad altra fabbrica  della medesima proprietà.
di Loredana Lipperini, Lipperatura
26 giugno 2012

Non è che le tematiche che riguardano le donne si intreccino per questioni legate all'attualità o all'agenda di chi se ne occupa. Sono, invece, strettamente intrecciate di per sè, che si tratti della mancata applicazione della legge 194 o di violenza o di rappresentazione o di rappresentanza.
Ieri, per esempio.
di Lorenzo Coccoli
31 gennaio 2012
“In che città mi recherò?
Chi sarà quell’uomo pio
che in viso ormai mi guarderà?
Sono il matricida!”
(Euripide, Elettra, vv.1194-1197)
    
L’unica esperienza realmente universale e necessaria, al di qua e al di là di ogni contingenza storica e sociale, l’unica che forse accomuni tutti gli esseri umani senza esclusioni è quella di nascere, figlia o figlio, da una donna. Per noi uomini questo dato assume poi un senso assolutamente particolare, perché significa venire alla luce da qualcuno di un genere diverso dal nostro: “la prima situazione relazionale è dunque molto diversa per il maschio e per la femmina. E per questo costruiscono la loro relazione con l’altro in modo molto differente” (1).
di Loredana Lipperini, Lipperatura
29 dicembre 2011

Ci ho pensato, anche perché i commenti di ieri non mi hanno lasciata indenne, e rilancio.
Uno degli intervenuti ha scagliato il proprio anatema sulle donne che interrompono la gravidanza. Accade e accadrà, da quando i foglianti hanno intrapreso la loro battaglia pro life.
Quel che accade inoltre, e che davvero è un tema sotterraneo, è che alle donne si impedisce, in Italia, di abortire.
Ho già citato il libro, preziosissimo, di Chiara Lalli, C’è chi dice no. Leggetelo e diffondetelo.
di Roberto Ciccarelli
11 ottobre 2011

La filosofia è più inoperosa che mai in Italia. Per “inoperosa” intendo la sua interminabile separazione dalla logica economica, dell'impiegabilità sociale o professionale e infine rispetto al suo mandato universale, cioè l'essere insegnata in una facoltà specifica. Negli ultimi dieci anni quasi tutte le facoltà della filosofia sono state assorbite nei corsi di laurea in scienze della comunicazione, della formazione o scienze politiche. Singoli insegnamenti spuntano come metastasi in facoltà come quelle di giurisprudenza. Sempre meno, a dire la verità, complici i “riaccorpamenti” dei dipartimenti imposti dalla “riforma” Gelmini.
dell'Associazione Femminile Maschile Plurale
26 luglio 2011
 
Che siano stati segnalati alla Rete della Regione contro le discriminazioni episodi di omofobia e transfobia accaduti in una scuola di Ravenna è per noi un fatto che contemporaneamente ci rattrista e ci rincuora.
Ci rattrista perché, in ogni caso, i fatti hanno dietro di sé e con sé molta umana sofferenza.
Ci rincuora perché la franchezza e il coraggio di chi ha segnalato gli episodi a chi di dovere testimonia la crescita di coscienza civile e di impegno per il riconoscimento di propri diritti, e perché la discussione pubblica del caso informa la cittadinanza della esistenza di una Rete contro la discriminazione istituita a livello regionale. Le persone che si sentono discriminate  sanno, in questo modo, di non essere sole.
Se, come pare, una protagonista dell’episodio è una insegnante di religione cattolica, ci viene spontaneo dire “oportet ut scandala eveniant”.

DONNE ESPULSE

  • Mag 29, 2011
  • Da
dell'Unione Sindacale di Base
26 maggio 2011

Il rapporto dell’ISTAT mette inequivocabilmente in luce la drammatica situazione delle donne italiane – vero e proprio ammortizzatore sociale di un welfare in via di estinzione – licenziate, costrette alle dimissioni  e quotidianamente poste di fronte alla scelta tra maternità, lavoro di cura e occupazione.
Sono già 800.000 le donne espulse a causa della gravidanza dal mondo del lavoro, un’enormità, alla quale sono destinate ad aggiungersi le lavoratrici del Pubblico Impiego, per le quali amministrazioni zelanti e quasi totalmente declinate al maschile, stanno predisponendo la revoca in massa dei contratti di lavoro part time, che per l’85% riguardano proprio le donne, sulla base di una lettura restrittiva e arbitraria di quella Legge – tra le più inique che esistano – chiamata eufemisticamente “Collegato al Lavoro”.
di Lea Melandri (Gli Altri, 25 giugno 2010)

L’ultimo numero della rivista “Leggendaria” (n.80, marzo 2010) ha il merito di portare in copertina un titolo che oggi quasi ci sorprende. Chi si ricorda più dell’infervorato dibattito  su “sesso, denaro e potere”, il “virus” che sembrava aver contagiato irrimediabilmente le massime istituzioni della vita pubblica? 
Attraverso un nucleo consistente di articoli e interviste, tornano in primo piano sia i protagonisti  della “telenovelas sessual-politica” che ci ha accompagnato lo scorso anno, sia alcuni dei commentatori, uomini e donne, che se ne sono occupati con più passione e continuità.

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Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

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