×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 404

L'Intervento

19 ottobre 2011 
 
Prendo la parola. Sono Laura Eduati, sto seguendo questo blog perché conosco Cristina e conosco Irina, Mariasol, Tarip e Fatima. Come sapete, le cinque donne raccontano di avere subito una terribile accoglienza al centro antiviolenza di Torre Spaccata nel 2010, quando questo era gestito dalla cooperativa Virtus.
Ho già spiegato che questo blog, voluto da Cristina per raccontare anche la sua vita lontana da un padre che la picchiava regolarmente, è una sorta di esperimento giornalistico. Qui sotto pubblichiamo quella che il presidente della Virtus. Enrico Sanchi, chiama “rettifica”.
di Pinkrabbit
31 maggio 2011

Ad onor del vero è una massima citata nel film intitolato Raspberry Reich (di Bruce LaBruce). Indubbiamente un frase ad effetto, ma forse anche qualcosa in piu’ di uno mero slogan. Mentre nella sua versione Marx sosteneva che la religione fosse l’oppio dei popoli, oppio che ne tratteneva il potenziale rivoluzionario, dunque rendendo i popoli  schiavi dell’oppressione del modello sociale edu-castrante, capitalistico e borghese, in questa nuova massima c’è un potenziale che, se non creativo, di certo potrà essere lo spunto per accese discussioni in occasione di questo Europride romano!
Potrebbero chiedersi i ben pensanti eterosessuali
di Fiorenza Taricone
19 aprile 2011


La Resistenza femminile appartiene ad uno di quei territori d’indagine della storia di genere che più rivela l’inadeguatezza delle parole usate per classificarla. Spesse volte, infatti, compresa chi scrive, ha usato o è stata tentata di farlo, l’espressione: il contributo delle donne alla Resistenza. Una delle ragioni iniziali risiedeva sicuramente nel volere testardamente convincere la storia tradizionale a riconoscere “la tessera mancante”, a farsi finalmente una storia di donne e uomini, e anche bambini/e.
di Stefano Ciccone, un'anticipazione per Gli Altri  in uscita venerdì 18 febbraio

Nessuno, credo, si aspettava le piazze che abbiamo visto il 13 febbraio. Tutti avevamo capito che sarebbero state grandi. Ma la qualità del messaggio politico emerso da quella giornata non era scontato.
Gli stessi contenuti della mobilitazione hanno assunto un senso differente da quello dato dai primi appelli trasformati da quante hanno rifiutato la distinzione tra donne per bene e prostitute, che hanno rifiutato le categorie del moralismo. Ma va riconosciuto alle donne che hanno proposto questa mobilitazione di aver permesso questo processo intercettando un bisogno diffuso. Oggi questa mobilitazione è nelle mani di tutte e tutti noi e non si riempie solo di numeri ma delle intelligenze e delle storie che in forme anche conflittuali le hanno dato forma.
di Anita Sonego

Pensavo che, con la manifestazione FIOM del 16 ottobre, che aveva come prima parola d'ordine:
"DIRITTI", nel nostro paese finalmente fosse avvenuto (almeno nell'area democratica, progressista) quel tanto atteso salto culturale capace di comprendere che la libertà o è per tutte/i o, inesorabilmente, è precaria e soggetta alle - variabili - leggi del potere (mercato, chiesa, politica).
Ci sono stati anni in cui chi rivendicava i diritti veniva considerata/o con sufficienza, se non corporativa/o, da tutta un’area di sinistra compresa un’ampia parte del femminismo.
La difesa dei "diritti civili" veniva considerata un qualcosa in più, un lusso quasi borghese.
a cura di Lisa Canitano (Vita di Donna Onlus)



1. Se ci si reca in Consultorio per chiedere un'interruzione di gravidanza non si può più vedere il medico, non si può parlare con l'assistente sociale, nè con la psicologa. Il Consulente familiare, che è il  coordinatore degli interventi, accoglie la donna, e le spiega che deve parlare con un'Associazione per la vita. La ragazza, o la donna è costretta a parlare con loro, e loro le spiegano che l'embrione è già suo figlio, che è già una persona, e che lei non deve sopprimerlo.
Il punto di vista della Casa delle donne di Bologna

Avremmo voluto, in questi giorni scanditi dal susseguirsi di omicidi di donne, esporre un segno di lutto dalle nostre finestre, forse oscurare il nostro sito web .
Dovremmo, in realtà, portare segni di lutto ogni giorno. Noi sappiamo che mediamente nel nostro Paese ogni 3 giorni una donna è uccisa da un uomo che conosceva, che amava. Noi, accogliamo ogni giorno donne che subiscono violenza. Noi ogni anno parliamo con almeno 500 donne che decidono di ricostruire la loro autonomia, proteggersi, far cessare la violenza che subiscono dai mariti,fidanzati, conviventi, padri, ex.
di Lea Melandri, Alfabeta2
9 giugno 2012

Che la cura, sotto l’aspetto di accudimento materno e di lavoro domestico, fosse una specie di Giano Bifronte, posta al centro di un ambiguo, invisibile annodamento di servitù e onnipotenza, debolezza e forza, amore e dominio, corpo e legge, era già chiaro dalla definizione contenuta nell’Emilio di Rousseau. Ma bisogna aspettare qualche secolo prima che ne venga data, da una coscienza femminile anticipatrice come Virginia Woolf, una versione più veritiera:
7 gennaio 2012
 
La PILLOLA ANTICONCEZIONALE è stata una grandissima scoperta che ha certamente cambiato in meglio la vita di molte donne: da quel momento abbiamo potuto evitare gravidanze non desiderate che ci distruggevano la vita. Con ciò intendo in particolar modo che per secoli le donne “dovevano” accettare di subire rapporti che le avrebbero portate a gravidanze numerose, talvolta pericolose, spesso con il terrore di non avere di che sfamare la nuova creatura – a questo proposito vi riconsiglio la lettura de L’Anello Forte di Nuto Revelli. Veri e propri stupri tra le mura domestiche e figli tirati su nella disperazione.
di Andrea Baranes
25 ottobre 2011

L'attuale crisi discende direttamente da quella che nel 2007–2008 ha travolto la finanza internazionale dopo lo scoppio della bolla dei mutui subprime negli USA. Solo i giganteschi piani di salvataggio realizzati dai governi e dalle istituzioni pubbliche hanno permesso di salvare il sistema finanziario dalla crisi di cui esso stesso era in massima parte responsabile. Stime prudenziali parlano di almeno 14.000 miliardi di dollari versati dal pubblico al settore finanziario privato. Da una prospettiva speculare, negli ultimi anni un debito enorme è stato quindi trasferito dalla finanza privata al pubblico.

facebook

Zeroviolenza è un progetto di informazione indipendente che legge le dinamiche sociali ed economiche attraverso la relazione tra uomini e donne e tra generazioni differenti.

leggi di più

 Creative Commons // Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gli articoli contenuti in questo sito, qualora non diversamente specificato, sono sotto la licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Italia (CC BY-NC-ND 3.0)